di REDAZIONE
Abbiamo un fisco “bulimico”. Oltre 100 tasse, ma ne basterebbero 10. In campo fiscale non ci manca certo la fantasia. Oltre a essere bersagliati da oltre 100 tasse di tutti i generi, con un numero di scadenze fiscali da far rabbrividire anche il contribuente più zelante e con un prelievo tributario tra i più elevati d’Europa, il nostro fisco è sempre più “bulimico”. A denunciarlo è la Cgia.
“Tenendo conto che dall’applicazione di una novantina di tasse, tributi e contributi l’erario incassa solo il 15 per cento del gettito totale annuo – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – con una seria riforma fiscale basterebbero poco più di 10 imposte per consentire ai contribuenti italiani di beneficiare di una riscossione più contenuta, di lavorare con più serenità e con maggiori vantaggi anche per le casse dello Stato che, molto probabilmente, da questa sforbiciata vedrebbero ridursi l’evasione”.
Le imposte che
Di tasse ne basterebbero 6, sul reddito, sul valore aggiunto, sulla “sostanza” (termine elvetico, una patrimoniale insomma), accise, dazi e un altra a scelta. Eliminare sostituti d’imposta e acconti.
Esistono centinaia di tasse solo per motivi di cassa, nel senso che ne venivano aggiunte per far quadrare i conti e non sono mai state eliminate e per nascondere la reale pressione fiscale. Chi non è del mestiere o è disonesto sostiene che la pressione sia poco sopra il 40% (praticamente l’Irpef), dimenticando appositamente tutte le altre, Iva, Irap, tributi locali, balzelli vari e contributi (che sono obbligatori) che portano il totale ad un incredibile 70%, ma che spiega perfettamente l’orami ultra decennale recessione e crollo dei consumi interni.