ECCO COME IL CAPITALISMO HA RESO IL CILE IL PAESE MIGLIORE DI CENTRO E SUDAMERICA

di JORGE C. CARRASCO Negli anni ’70, il Cile era un paese devastato dalle politiche interventiste di Salvador Allende. Il governo socialista aveva distrutto l’economia e destabilizzato la società, lasciando la nazione in completa rovina socio-economica, aggravata dalla mancanza di libertà individuali. Data la situazione preoccupante, non a caso, l’economia cilena era moribonda e altri paesi latinoamericani come il Messico, il Venezuela e l’Argentina lo superarono facilmente in quanto a standard di sviluppo umano. Questo portò ad una profonda agitazione sociale e nel 1973 l’intervento da parte delle Forze Armate (su richiesta dello stesso parlamento che diede la fiducia ad Allende) pose fine all’era marxista, ma stabilì un regime militare in una nazione guidata da Augusto Pinochet. Questo mese, il Cile ha commemorato i 30 anni dal referendum che ha mostrato la volontà del popolo di porre fine alla dittatura di Pinochet, nel 1988. Due anni dopo, nel 1990, il generale cedette ufficialmente il potere, lasciando dietro di sé un’eredità ambigua: lodato dagli analisti stranieri…

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