di REDAZIONE
No al 50,3%. Vent’anni fa ci è mancato poco. Oggi se i cittadini svizzeri votassero di nuovo sull’adesione allo Spazio economico europeo (SEE) la bocciatura sarebbe verosimilmente più netta. Perché questa freddezza, allorché Svizzera e UE vivono quasi assieme? Le risposte di tre specialisti. Il 78,7% di partecipazione: in un paese dove raramente supera il 50%, il tasso registrato il 6 dicembre 1992 è stato storico. È l’affluenza più elevata degli ultimi 65 anni. Sottoponendo la ratifica dell’accordo SEE al voto del popolo, il governo svizzero voleva un verdetto legittimato da un’ampia partecipazione.
In questo senso l’obiettivo è stato raggiunto. Non altrettanto si può dire per il risultato. È la famosa «domenica nera» di Jean-Pascal Delamuraz, filoeuropeo convinto, che per 20'000 voti di differenza (e con 18 cantoni su 26 contrari) vede spezzarsi il sogno di buona parte della classe politica. La sconfitta dell’allora ministro dell’econ