Tutti i partiti hanno programmi statalisti, ma affermano di essere “liberali, liberisti e a favore del mercato”

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di MATTEO CORSINI La politica, in Italia ma non solo, consiste per lo più nel promettere di elargire benefici senza indicare da dove prendere le risorse, oppure facendolo in modo vago, contando sul mix di ignoranza (molta) e cinismo (anche questo non trascurabile, a lungo andare) dell'elettore medio. Coloro che chiedono di essere votati danno evidentemente il meglio di sé (se così vogliamo dire) durante le campagne elettorali. Tutti i partiti sono accomunati da proposte a contenuto non irrisorio di statalismo, peraltro non rinunciando ad affermare di essere "liberali, liberisti e a favore del mercato", come mi è capitato di sentire durante un TG per bocca di Matteo Salvini, giusto prima di invocare un inasprimento della tassazione sugli "extraprofitti" delle società del settore energia. Cosa ci sia di liberale e a favore del mercato nelle proposte e nei provvedimenti della Lega a trazione salviniana francamente mi sfugge, ma potrebbe essere una mia lacuna. Per parte sua,
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1 COMMENT

  1. un sistema clientelare dal 1861 che, per poter sopravvivere a se stesso, è costretto a elargizioni di ogni tipo… e il suddito italiano, abituato da secoli al “franza-spagna purchè se magna”, adesso pretende sempre di più
    il disastro parte da lontanissimo, dalle baby pensioni e i finti invalidi alle “allegre gestioni” delle società statali, dall’appaltino pubblico fino ad arrivare agli 80 € di Renzi o il reddito di cittadinanza e i vari bonus (ma di esempi ce ne sarebbero migliaia)
    nessuno ha il coraggio di dire che il debito è fuori controllo da decenni, che l’INPS è uno schema-ponzi e che, per dare ancora “pasti gratis a tutti”, bisognerà continuare a dissanguare chi è già massacrato da tasse, burocrazia e spese energetiche

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