di ANDREA PESCHINI
A fine gennaio si è tenuta, a Monza, la prima “convention”, nome altisonante per laboratorio politico, dell’organizzazione “Avanti, collettivo indipendentista lombardo”, o più semplicemente “Collettivo Avanti”. Un incontro ovviamente aperto al pubblico, che ha visto l'affluenza di un centinaio di persone dalle vicinanze e non solo. Come già annunciato dalle colonne di questo giornale, hanno presenziato come ospiti i consiglieri regionali leghisti Massimiliano Romeo, Fabrizio Cecchetti e il prof. Stefano Bruno Galli, i quali hanno avuto modo di discutere con attivisti del Collettivo, come Alessandro Storti e Claudio Franco, e con il pubblico, intervenuto con entusiasmo.
Si è discusso di varie tematiche legate chiaramente all'indipendenza, ma anche al concetto di “specialità” della Lombardia, in vista soprattutto dell'approvazione in consiglio regionale del referendum per lo statuto speciale, referendum che successivamente è stato ridimen
Benone, compresa la vituperata da qualcuno, rosa camuna. Mi piace l’idea di un partito che si candidi, sì, a elezioni ‘tajane’, ma semplicemente sulla base di un ticket indipendentista.
Una domanda: che fine ha fatto (farebbe) l’iniziativa di color44?