IL “FAR WEST” È QUELLO CHE STIAMO VIVENDO

di VALENTINA CAVINATO

In questi giorni noto discutere molto sulla questione della libera circolazione delle armi. Ho sempre pensato che le armi debbano circolare liberamente e provo a spiegarvi le mie ragioni.

Per me il far west è che quello in cui stiamo vivendo. L’onesto cittadino, con la fedina penale vergine, non può girare armato, mentre i delinquenti, infischiandosene della legge, sanno bene come procurarsi le armi e non si fanno certo scrupolo ad usarle. La gente è spaventata all’idea che le armi possano circolare liberamente e la paura è causata dall’indottrinamento subìto dallo stato e dai media. Basta seguire un TG, o leggere gli articoli dei vari quotidiani, per capire che le informazioni vengono sempre abilmente manipolate.

Allo stato conviene avere un popolo disarmato. Sono riusciti a stravolgere il significato e l’importanza della libertà individuale. La gente si è convinta che nessuno meglio dello stato possa occuparsi di loro, soprattutto per quanto riguarda la difesa. Balle! La libertà non interessa più a nessuno, sono ormai tutti felici di essere, per esempio, controllati da una moltitudine di telecamere di sorveglianza: “se non hai nulla da nascondere…”, affermano.

Pochissimi si  prendono la briga di analizzare i dati sui crimini commessi nei vari paesi, soprattutto su quelli molto “gettonati” commessi negli USA. Il tutto viene vissuto con molta superficialità: “Al TG hanno detto che…”, “il Sole 24Ore ha scritto che…” e lì si fermano; è troppo impegnativo andare oltre, non hanno tempo, devono incollarsi davanti alla TV per guardare il grande fratello e l’isola dei famosi.

Pensate per un attimo a quel pazzo di Kabobo, quello che a Milano ha ammazzato dei passanti a colpi di piccone. Se quel giorno avesse incrociato un onesto cittadino armato, le cose sarebbero potute andare diversamente e qualcuno avrebbe potuto salvarsi. Ma i ben pensanti se ne fottono, non aprono gli occhi, perché in quella via di Milano non è stato ammazzato un loro parente. Pensate anche alle tante aggressioni che avvengono quotidianamente in tutte le città, in qualunque orario e in qualunque zona, ma anche alle aggressioni che avvengono sui treni. Se i cittadini avessero la possibilità di girare armati, pensate che questi criminali agirebbero con altrettanta tranquillità? I delinquenti sanno anche che da noi sono ancora pochissime le persone che hanno in tasca un semplice spray paralizzante, quindi sanno di poter agire indisturbati.

Ho avuto un’attività per dieci anni, chiudevo intorno alle 2 di notte ed ero da sola a fare la chiusura. In quegli anni, in quel luogo, le aggressioni e le rapine a mano armata erano all’ordine del giorno. Sarà un caso che con la sottoscritta non ci abbiano mai provato? Io dico di no.

Per capire che le cose potrebbero andare diversamente, basta dare un occhio ai dati: le stragi americane avvengono sempre nelle “Gun free zones”. Anche per gli attentati vale lo stesso principio. Solo due attentati sono stati bloccati e in entrambi i casi il merito va ad un cittadino che si trovava al posto giusto, al momento giusto, con una pistola.

Una pistola non è né buona, né cattiva, proprio come un’automobile, dipende sempre e solo da chi la utilizza. Di tutti gli omicidi, solo una piccola parte viene commessa con armi da fuoco. Cosa vogliamo fare, vietare anche coltelli, martelli, autobus e altro? Abbiamo anche letto di poliziotti che con la loro arma di ordinanza hanno ammazzato moglie e figlie. Cosa facciamo, vogliamo disarmare anche le Forze dell’Ordine?

Camminare nelle nostre città diventa sempre più pericoloso, ma i sudditi preferiscono farsi il segno della croce, mentre compongono il 112 sulla tastiera del loro cellulare, è l’unica arma di cui dispongono. Peccato che quando la telefonata raggiunge il centralino dei carabinieri o della polizia sia già troppo tardi. Chi siete voi, per impedirmi di difendere me stessa e le persone a me care? Un onesto cittadino armato, nel far west attuale, può salvare delle vite umane. Non sottovalutatelo mai questo aspetto!

E mi raccomando, tornate alle vostre urne!

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