Venetismo, padanismo, indipendentismo: o si coglie l’attimo o meglio chiuderla lì

di GILBERTO ONETO Alcuni recentissimi sondaggi Swg dicono che il 47% degli abitanti del NordOvest è favorevole all’indipendenza, che la percentuale raggiunge il 50%  nel NordEst. Non è una novità. Nel gennaio del 1996 la rivista Limes aveva pubblicato un’inchiesta di Ilvo Diamanti sulla percezione e gradimento dell’idea di indipendenza padana. Ne risultava che per il 36,5% dei padani l’indipendenza era “un’ipotesi inaccettabile”, per l’8,5% “una via che porterebbe al disastro”, per il 30,7%  “una prospettiva vantaggiosa sul piano concreto, ma inaccettabile” e per il 24,4% “una prospettiva vantaggiosa ed auspicabile”.  Nel dicembre dello stesso anno, il commento a una analoga inchiesta di  Poster-Limes era significativo: “L’indipendenza, nonchè rifiutata in quanto prospettiva istituzionale, sia comunque considerata da ampi settori sociali come un’ipotesi vantaggiosa sul piano concreto. Poco più del 50% degli intervistati ritiene che se il Nord fosse uno Stato indipendente le cose andrebbero meglio per quel che riguarda l’economia, in primo luogo, quindi per l’occupazione e i servizi pubblici. Una quota di poco più…

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Rubriche Gilberto Oneto L'Editoriale