di ENZO TRENTIN
Qualsiasi forma di governo (monarchico, oligarchico, democratico) si basa su un’élite. L’élite esprime una linea politica di medio-lungo termine, sceglie il modello di sviluppo economico, stabilisce persino ciò che è buono e bello. Il popolo si può definire come uno “strumento al servizio dell’élite”, che teoricamente avrebbe interesse al benessere delle masse non soltanto per “usarle” nello scontro contro le altre élite, ma anche per conservare il potere. Nulla vieta, infatti, che in seno al popolo si formi “una nuova élite” che, sfruttando le debolezze della precedente, si lanci alla conquista del potere.
Data l'inclinazione di tutte le élite a conservare e consolidare il potere anche a costo di ridurre gli spazi di libertà individuale dei cittadini, una saggia pratica che il popolo può frequentare, è l'esercizio della democrazia diretta. In Europa i cittadini si recano alle urne per prendere decisioni politiche principalmente per m
Il residuo fiscale è parte importante della oppressione italiana. Se gli aspiranti “chissà che” non vedono l’ora di mettergli sopra le sgrinfie, per menare una ricca polenta di spesa pubblica, significherebbe essere soggetti alla stessa oppressione continuata, questa volta di veneti sui veneti.
Le imposte sul reddito e molte altre patrimoniali vanno semplicemente abolite. Punto. Ciao ciao residuo.
Visto che coi fichi secchi né ci si sposa né si governano spese idiote, con le sole tasse indirette all’osso si evita solo che paradogi in pectore facciano ancora gli stessi guai come d’usanza nell’italica sciagura. Avanzerebbero in tasca alla gente le risorse per pagarsi il resto ricorrendo a mutue, consorzi, assicurazioni private e volontarie. Sempre che prima si possa disporre di una struttura giuridica sulla quale appoggiare un sistema finanziario indipendente, molto meglio se a riserva intera. Altrimenti ciccia. Ma nessuno ha voglia di mettere le cose in fila, ed allora….buon vuoto, cioè, buon voto a tutti.
La Svizzera è un modello virtuoso, che noialtri Veneti dovarisimo copiar.
…purtroppo invece dopo il plebiscito per l’INDIPENDENZA del 2014 risultato vincente secondo tutti gli ordinamenti vigenti ci siamo rimessi al pronunciamento europeo, sicuramente sbagliando…perche’ e’ ancora li’ che giace su qualche scrivania… era meglio che chiedessimo l’appoggio di qualche potenza extraeuropea, USA o URSS… il che non e’ detto che non lo si possa ancora fare, vista la bagarre inconcludente degli arrivismi di oggi che sfruttano l’idea indipendentista come specchietto delle allodole per andarsi a piazzare su qualche poltroncina del prossimo consiglio regionale… Ci resta di fare ora il tifo per altri popoli che aspirano a sciogliere le catene centraliste…catalani o scozzesi e altri della vecchia Europa… saremmo un’altra forza per un’altra Europa…dei Popoli, non degli Stati!… e sarebbe ora!