VENETO, CHIAVEGATO E MOROSIN SI ACCORDANO IN VISTA DELLE REGIONALI

Morosindi FIORENZO PIEROBON

E’ sempre più multiforme il panorama politico della galassia indipendentista, dove un po’ si sgomita anche in vista delle prossime elezioni regionali. Elezioni che segneranno un punto di non ritorno per l’indipendentismo che un tempo fu padano.

Qualche settimana fa, senza troppo clamore, Lucio Chiavegato ha lasciato il cartello partitico formato da “Noi Veneto Indipendente”. Il motivo? Fonti autorevoli dicono che Mariangelo Foggiato, già consigliere regionale e “passpartout elettorale” per la candidatura a Palazzo Ferro Fini di “Noi Veneto Indipendente”, senza il bisogno di raccogliere firme, imponeva troppe condizioni capestro. “Noi Veneto Indipendente”, del resto, seppur organizzatasi prima degli altri soffriva – e forse soffre ancora – la mancanza di una leadership condivisa. Ancora oggi, non sono chiare le scelte che “Noi Veneto Indipendente” metterà in campo per la campagna elettorale, così come non è chiaro chi è l’uomo immagine del gruppo e non è chiaro neppure se con Zaia ci sarà o meno un accordo.

accordo-chiavegato-morosinTre giorni fa, però, è stato ufficializzato l’accordo fra la lista “Lucio Chiavegato per l’Indipendenza” ed “Indipendenza Veneta”, che ha il suo uomo forte in Alessio Morosin. Un accordo che, solo un mese fa, nessun osservatore avrebbero immaginato, vuoi perché ancora non era stata ufficializzata la candidatura di “Indipendenza Veneta” alle elezioni regionali (anche se noi lo avevamo anticipato), vuoi perché l’ex leader dei “Forconi veneti” sembrava dovesse restare con Azzano Cantarutti, Foggiato, Guadagnini, Comencini e tutti gli altri. L’accordo è dunque freschissimo, ma quale sarà il programma e chi sarà il candidato a Palazzo Ferro Fini non è dato sapersi. 

Luca Zaia, nel frattempo, ha vinto la sua battaglia interna con Flavio Tosi (a Roma è parso invisibile) ed è stato ufficialmente nominato da Salvini come candidato alla presidenza della Regione, che ha amministrato negli ultimi 5 anni. Zaia usa di tanto in tanto parlare di autonomia e indipendenza per il Veneto, ma prima di decidere se mai inserirà nel suo cartello elettorale qualche lista indipendentista veneta deve aspettare quel che decideranno a Milano e Roma (per certo si sa che con “VenetoSì” nemmeno ci vuole parlare), dove Berlusconi non ha ancora giocato ufficialmente le sue carte, lasciando momentaneamente sfogare Salvini, che insiste nel dire che non farà accordi con Forza Italia. Eppure, Umberto Bossi – invitato alla manifestazione di Roma – intervistato da più di un giornale ha fatto sapere che l’accordo con Berlusconi si deve fare. E se lo dice lui, qualche ragione ci sarà…

CONDIVISIONI
Print Friendly, PDF & Email
Rubriche Indipendenze