Veneto: Zaia andrà a Zara o preferirà fare il Maroni del Brenta?

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di GILBERTO ONETO Si fa un gran polemizzare sul referendum veneto e sulla sua validità. In verità poco importa ormai che i votanti siano stati due milioni o dieci volte meno. Poco importa anche chi l’abbia organizzato e con quali soldi. Quello che importa è che sia successo e che – nonostante la censura – la cosa sia diventata di pubblico dominio e tutti ne parlino. Importa che il problema sia riconosciuto e che non si possa più fare finta di nulla. Dalla vicenda emergono alcune certezze: che il popolo (in questo caso veneto) non ne possa più dell’Italia e che il regime italiano ne sia terrorizzato. Sì, perché gli italianissimi ci scherzano sopra, si mostrano superiori, sprizzano sussiego e ostentano aria di sufficienza ma – dentro – hanno una paura fottuta che il giocattolo possa rompersi, che chi li mantiene non si limiti più al lamento ma decida davvero di chiudere i rubinetti. E il rubinetto padano è quello che permette al bulimico corpaccione…

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