VENEZUELA, SIAMO AL DUNQUE: MADURO VIETA LE MANIFESTAZIONI

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di ARTURO DOILO La due giorni di “serrata generale” ha praticamente trasformato Caracas in una città fantasma, dove lungo le arterie della capitale – sempre trafficate – non ha circolato una macchina. E’ l’ennesima prova di forza di chi si oppone al regime di Maduro (ormai maggioranza netta nel paese) e alla scelta del presidente di dar vita ad una assemblea costituente per far sprofondare, ufficialmente, nel comunismo il Venezuela. Ma il regime non ci sta e con l’avvicinarsi dell’appuntamento di domenica prossima il nervosismo sale. Da oggi, infatti parte la censura stile cubano: lo ha annunciato il ministro degli interni, Nestor Reverol, che scatta la proibizione per tutte le manifestazioni. E niente carota, ma solo bastone! Chi trasgredisce il divieto rischia, se arrestato, condanne tra i cinque e i dieci anni di carcere. Maduro le proteste non le sopporta più e sembra davvero l’inizio di un definitivo scontro totale perché mentre il governo vieta, l’opposizione conferma per la “presa di Caracas” (da oggi a domenica) con barricate…

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