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Viviamo in un sistema molto meno libero e molto più russo di quanto si pensi

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di PIETRO AGRIESTI

È chiaro che gli interessi sedicenti strategici, o le sedicenti motivazioni di sicurezza, degli USA vengono considerati legittimi e accettati con realismo e quelli della Russia no. È chiaro che la stampa, le istituzioni, i social, i media, la politica, etc… adottano un atteggiamento con i crimini usa e occidentali in genere, o degli alleati dell’occidente in modo diverso rispetto a quelli russi, o cinesi, o iraniani, o di coloro che di volta in volta l’occidente ritiene suoi nemici.

È chiaro che non si tratta solo di un atteggiamento ipocrita o della normale differenza di sensibilità che porta chiunque ad essere più indulgente con la propria parte e meno con gli altri. Si tratta di propaganda e manipolazione del consenso. È chiaro che il potere non si regge solo sulla forza, ma anche sul controllo dell’opinione pubblica, specie in Stati dove il potere si esercita attraverso meccanismi pseudo democratici.

In un contesto democratico la prima oggettiva esigenza del potere è controllare l’opinione pubblica, quindi controllare l’informazione, quindi ricorrere alla propaganda e alla censura. È chiaro che la tiritera sulla difesa dei valori occidentali è priva di senso. L’occidente ha nella sua storia e nella sua cultura i valori della democrazia e del liberalismo – nelle loro varie accezioni e contraddizioni – ma oltre ad averli nella sua storia e nella sua cultura, nelle sue librerie, in qualche corso universitario e come vago riferimento in certi discorsi istituzionali e politici.. li pratica? Ne fa la sua guida? Li difende quotidianamente e consapevolmente? Sono questi i valori che guidano la nostra politica estera, la nostra geopolitica, l’ordine internazionale che in larga misura abbiamo contribuito a costruire, e che cerchiamo di mantenere? No.

È chiaro che la Nato non è un semplice patto di difesa reciproca in caso di aggressione e stop. Dipingerla così è pura propaganda. La Nato è espressione militare della potenza egemone mondiale, gli Stati Uniti d’America. Potenza che, anche con la Nato, si riserva di aggredire, muovere guerra, conquistare, occupare paesi per quelli che ritiene essere i suoi interessi e la sua sicurezza. Potenza imperialista che domina e vuole continuare a dominare.

Dire ciò non significa né essere anti americani, né anti occidentali. Una dominazione Usa è meglio di una russa, cinese, iraniana, indiana, turca, etc? Può essere. Ma cosa è ancora meglio? Pace, autonomia, indipendenza, libero commercio, senza i continui interventi militari e non, a cui perennemente si dedica e deve dedicarsi chi vuole mantenere la propria egemonia. USA compresi.

Torture, rapimenti, attentati, guerre, colpi di stato, censura, propaganda, spionaggio illegale, assassini mirati, finanziamento al terrorismo, alleanze con le peggiori dittature del mondo, operazioni false flag, intromissioni continue nelle elezioni e nelle democrazie altrui e chi più ne ha e più ne metta, sono il necessario pane quotidiano per mantenere questa ‘egemonia buona’ made in USA. Con milioni di vittime civili, milioni di morti, feriti, sfollati, etc..

È chiaro che gli Usa non intervengono per difendere sé stessi, ma per difendere la propria egemonia, la propria posizione, i propri interessi, il proprio impero. Ed è chiaro che si identificano con essi al punto tale che si sentono genuinamente attaccati e ritengono di stare semplicemente difendendosi quando questi sono in qualche modo aggrediti o in pericolo.

È chiaro che quando questo accade alcuni di noi protestano e manifestano per la pace e contro la Nato e l’imperialismo. Ma non si scatena nemmeno lontanamente una reazione simile a quella che vediamo per l’Ucraina. Nessuno propone no fly zone in cui si abbattono aerei americani. Nessuno espelle gli atleti americani da tutte le competizioni. Nessuno riempie di sanzioni l’America. I servizi finanziari non smettono di operare sul suolo americano contro la guerra in Iraq o in Afghanistan. Musk non attiva starlink su questi paesi. Nessuno censura tutti i media pro America, pro guerre americane, o finanziati dagli USA. I social non chiudono le pagine di chi difende le guerre occidentali. E così via.

Invece all’unisono tutto questo accade quando si muove la Russia. Perché quando gli altri ragionano come noi ricevono un trattamento completamente diverso. E il punto non è ovviamente difendere la Russia e Putin, ma evidenziare come non si tratti di difesa dei valori occidentali, della democrazia, della libertà, etc.. o di difendere davvero le vittime ucraine dell’aggressione russa.. o il diritto all’autodeterminazione del popolo ucraino. O almeno non solo di questo.

Accanto a chi lo fa per questo, ci sono i giochi di potere delle grandi potenze, e ciò che accade non dimostra come i media, il sistema bancario, le Big Tech, i social, le aziende che forniscono metodi di pagamento elettronico, o quelle che si occupano di crowdfunding, siano buone e impegnate contro i governi autoritari e le guerre, ma piuttosto come siano pronti (o obbligati) a coordinarsi con gli stati, i loro apparati militari, i loro servizi segreti, i loro governi, e diventino strumenti delle loro politiche.

Quindi di fatto viviamo in un sistema molto meno libero e molto più russo, cinese, iraniano, venezuelano, per dir così, di quanto si pensi normalmente e ci piaccia ammettere, alla faccia dei valori occidentali di democrazia e libertà blablabla.

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