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Storia veneziana: non più serenissima, ma orgogliosamente italiana!

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LEONE-SERENISSIMAdi ETTORE BEGGIATO

E’ in corso nella prestigiosa sede dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti di Venezia, a Palazzo Franchetti all’Accademia, una mostra che celebra  il secondo centenario dalla fondazione dell’Archivio di Stato di Venezia, istituito con il nome di Archivio Generale Veneto dall’imperatore d’Austria Francesco I con sovrano rescritto del 13 dicembre 1815. Da allora, ininterrottamente, l’Archivio svolge la funzione di conservare il patrimonio documentario della Serenissima Repubblica Veneta, dei monasteri e dei conventi soppressi in età napoleonica, delle corporazioni d’arte e mestiere e delle scuole di devozione, cui si sono via via aggiunte le carte dei governi che si sono succeduti nel Veneto fino ad oggi. 

Nella sede originaria nell’ex convento francescano di Santa Maria dei Frari, scelto fin dall’origine proprio per le sue cospicue dimensioni – cui si sono in seguito affiancate le sedi sussidiarie della Giudecca e di Mestre – si snodano circa 70 chilometri di scaffali dove trovano posto più di 800 fondi archivistici, ancora in larga misura disposti secondo il progetto ideato dal primo direttore dell’Archivio, Giacomo Chiodo, inteso a riproporre la struttura statuale della Serenissima. Per celebrare questo anniversario l’Archivio ha organizzato una mostra documentaria in cui proporre al pubblico una significativa selezione del suo vastissimo e prezioso patrimonio. Attraverso documenti rappresentativi per la loro rilevanza, si ripercorrono  i filoni principali della millenaria storia veneziana, dalle origini fino alla prima guerra mondiale. Inquadrati in una griglia tematica, vengono  ripercorsi  diacronicamente, per momenti emblematici, la struttura istituzionale dello Stato Veneto,  le relazioni diplomatiche con l’Oriente e l’Occidente, la gestione del territorio, le reti commerciali, il tessuto economico e produttivo, il mondo artistico, l’ambito religioso e assistenziale, le trasformazioni della città e i riflessi della politica nell’Otto e Novecento. Tutto bene, si potrebbe pensare leggendo la nota dell’Istituto e anche visitando la mostra dove si trovano splendidi documenti di grande interesse…Peccato che sull’ultima tavola illustrativa, posta quasi alla fine della mostra, si legga nelle ultime righe: “Fino a quando, dopo il 1866, la storia veneziana non sarà più -serenissima- ma orgogliosamente, definitivamente, italiana e cittadina.”

La storia veneziana non più Serenissima ma orgogliosamente e definitivamente italiana? Ma ci rendiamo conto? E questa è l’istituzione  che dovrebbe  tutelare e valorizzare l’archivio  della Repubblica Veneta?!? 

Non più Serenissima? E perché  mai? E questi sono coloro che dovrebbero conservare un patrimonio di storia, di cultura e di civiltà che ci viene invidiato dal mondo intero??? Orgogliosamente e definitivamente italiana? Sull’orgoglio italiano è meglio stendere un velo pietoso, sul definitivo  poi, cosa sono quasi centocinquant’anni di parentesi italiana nel Veneto di fronte a oltre tremila anni di storia veneta? Una parentesi, appunto, una delle più negative parentesi nella nostra storia veneta… una parentesi che si è aperta nel 1866 con un vergognoso plebiscito-truffa e che prima o poi è destinata a chiudersi…

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3 COMMENTS

  1. Veneti ? ma se sono pieni di marocchini ben dotati sposati con venete col velo e oramai islamizzate…il veneto non esiste piu’ ! è un melting-pot ormai irreversibile. chi non lo ammette vive fuori dal mondo.

  2. Ripeto: l’itaglia ha fatto e sta facendo peggio di ADOLFO, nei nostri confronti. Intendo noi serenissimi veneti.

    Sta completando l’ETNO GENOCIDIO DI NOI SERENISSIMI VENETI..?

    R: SI..!

    Se Adolfo era carogna, l’itaglia che sara’ mai se e’ molto di piu’..?

    Tuttavia si parte dall’unita’ che ha fatto dello stato occupante e komunista tutta una penisola.
    Geograficamente e non solo politicamente questo stato itagliano e’ penisola per cui anche l’area padano_alpina e dolcis in fundo le isole = a penisola.
    Poi si passa al popolo unico e indivisibile come lo stato… cancellato quindi i SERENISSIMI VENETI. ANZI. IN GALERA LI METTONO..!

    Si passa di stronx in stronx..!

    Il brutto e’ che la semina di tutte queste stronx sono fatte e portate avanti da intellettuali di gran grido… da URLO direi io.

    Mi spiego tutto questo perche’ l’intellighenzia trikolorita e’ sfornata dal “forno” o se vogliamo Kantina detta anche KST.

    Non mi meraviglia proprio piu’ nulla di quel che succede in itaglia: al peggio non c’e’ limite..!

    Mi penso ai “corsi” dell’universita’ per anziani nei comuni.

    Non mi sono iscritto per non soffrire oltre. Vorrei morire un po’ diciamo stando tranquillo tanto so che da qui, status quo talibano, non se ne uscira’ mai e poi mai se non avverrà quel DISINCANTO DI MASSA..!
    A partire dalla GUARIGIONE dell’intellighenzia, e itagliana e occidentale.

    E parti’, il tutto, sto gran caxin, da quel brav’uomo di Oliver Cromwell.
    Per caso ne stanno parlando or ora sul canale 56 in Focus.
    Quella storia e’ interessante e andrebbe studiata bene per capire dove voleva arrivare l’Oliver Cromwell. I suoi sogni non sono morti con lui, purtroppo per noi, e le conseguenze si palpano e bene oggi che siamo senza piu’ nessun principio di cui valore di vita sociale.

    Se gruppi come l’ISIS possono proliferare ed avere consensi vuol dire che noi siamo SPOGLI DI TUTTO..!

    Tuttavia grazie Ettore Beggiato per il contributo che dai a noi desaparecidos in terra nostra: le VENETHIE.

    Gli itagliani, se potessero, distruggerebbero, affondandola con l’esplosivo, alla isis maniera, VENETHIA.
    Sono per l’impero romano e non per la SERENISSIMA REPUBBLICA VENETHA..!!

    Spero solo a quel DISINCANTO DI MASSA..!

    Altrimenti: soccomberemo di giorno in giorno.

    Auguri.

  3. Btabo Ettore, condivido tutto dall’inizio alla fine. Purtroppo anche questa operazione cerca di limitare l’importanza storica della Repubblica Veneta, presentata come una storia finita, confluita nello Stato della ,afia! Hai ragione, l’occupazione per noi è una parentesi politicamente già chiusa che dobbiamo solo formalizzare. La Repubblica Veneta come un fiume carsico sta per ricomporsi, com’era e dov’era.

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