ECCO IL 46° SEGNALE DELLA RIPRESA: SIAE, DOVE IMPERA LA PARENTOPOLI

italia irriformabiledi LUIGI CORTINOVIS

Senza lo Stato chi proteggerebbe i diritti d’autore? Ovviamente i dipendenti SIAE, anzi “la grande famiglia dei dipendenti Siae, dove quattro su dieci sono legati da «parentela»”. Il loro stipendio? Di 64 mila euro e benefit tipo il bonus lavanderia.

Ha scritto Sergio Rizzo, sul Corriere della Sera: “Quanti lo ritengono un privilegio anacronistico non sanno che la Società degli autori ed editori è anche tecnicamente un gruppo familiare. Al 42 per cento. Nel senso che ben 527 dei 1.257 assunti a tempo indeterminato (il 42 per cento del totale, appunto) vantano legami di famiglia o di conoscenza. Ci sono figli, nipoti, mariti e mogli di dipendenti ed ex dipendenti. Ma anche congiunti di mandatari (cioè gli esattori dei diritti) di sindacalisti e perfino di soci. E poi rampolli di compositori e parolieri, perfino delle guardie incaricate della vigilanza nella sede centrale. La lista è sterminata, con intrecci che attraversano ogni categoria. Dei 559 entrati alla Siae durante gli anni per chiamata diretta, ben 268 sono parenti. Idem 57 dei 128 reclutati tramite il collocamento obbligatorio. E 55 dei 154 che hanno superato le selezioni speciali. Ma perfino 147 dei 416 assunti per concorso hanno rapporti di parentela”.

Non c’è nessuna speranza, nessuna! L’Italia morirà di tasse, burocrazia e corruzione, inventate sulla scorta di raccomandazioni europee, volute da lobby di pseudo-imprenditori che chiedono al governo di creare lavoro per sé stessi, sostenute da pseudo amministratori-burocrati che svolgono lavori inventati per legge e che vedono nello Stato il dio assoluto, dove le leggi sono promulgate da minus habens che di mestiere fanno i politici (ergo i parassiti), che ritengono doveroso pensare al nostro bene. Infine, il tutto, e tutti quanti sopra, sponsorizzati da un’opinione pubblica fatta di soubrette del perbenismo, che aborrono il libero mercato, manco sapendo cosa sia!

Buona fortuna!

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