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Le follie monetarie generano personaggi altrettanto folli

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stampa denarodi MATTEO CORSINI

“Se chi parla di bolle ha ragione in merito ai prezzi artificialmente gonfiati delle attività, ciò non significa necessariamente che un successivo scoppio danneggi severamente l’economia. E’ vero che ciò è accaduto durante la crisi finanziaria del 2007-2009, ma in gran parte perché le autorità fiscali e monetarie non fecero abbastanza per reflazionare rapidamente l’economia. Le autorità dovrebbero prepararsi a fare meglio la prossima volta”. Narayana Kocherlakota, già presidente della Fed di Minneapolis e membro del FOMC, è tra coloro che ritengono che la banca centrale statunitense dovrebbe rinvigorire la politica espansiva senza troppo preoccuparsi delle conseguenze indesiderate.

Nello specifico, non nega (bontà sua) che si possano gonfiare bolle, ma ritiene che quanto accaduto nel 2007-2009 sia attribuibile all’azione reflattiva insufficiente da parte delle autorità fiscali e monetarie. In sostanza, il governo non fece abbastanza deficit e la Fed non stampò abbastanza dollari.

Il fatto è che il deficit federale fu pari al 6.7% del Pil nel 2008 (Lehman andò in default in settembre di quell’anno), passando poi al 13.2% nel 2009, al 10.9% nel 2010, al 9.6% nel 2011, al 7.9% nel 2012 ed essendo ancora oggi ben oltre il 3%. Dal canto suo, il bilancio della Fed era pari a 928 miliardi di dollari a metà 2008 e oggi supera i 4500 miliardi.

Evidentemente questo per Kocherlakota non è stato abbastanza (sic!), ma credo faccia autogol quando riconosce che il rischio di bolle esiste. Come dire: le politiche economiche non sono state sufficientemente espansive, ma le bolle potrebbero esserci lo stesso. In sostanza gli effetti desiderati sono stati deludenti, mentre si potrebbero materializzare quelli indesiderati. Tuttavia, invece di farsi venire il dubbio che fare deficit e stampare denaro non fosse la cosa giusta da fare, Kocherlakota dice che bisognava fare di più, e che le autorità farebbero bene a tenersi pronte a fare di più qualora si arrivasse nuovamente allo scoppio di una bolla.

Secondo me un ragionamento del genere ricade alla perfezione nella definizione che Einstein dava di follia.

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1 COMMENT

  1. E’ un ragionamento contraddittorio, quasi demenziale.
    Mi chiedo, ma se si materializza uno scoppio di qualche bolla, quanto dovranno stampare per tenere in piedi il castello di carta?
    La situazione attuale, come dice la geniale banchiera, è rischiosa, e in passato non fu fatto a sufficienza.
    Quanto dovrebbero stampare per sanare la prossima bolla?
    50.000 miliardi di $ in sei mesi?
    E la prossima ancora?
    200.000 miliardi di $?.

    Costei fa dei ragionamenti fondati su allucinazioni finanziarie.

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