di GIANFRANCESCO RUGGERI
Nel precedente articolo ho descritto il triplice modo di agire dello lo stato i-tagliano: repubblica delle banane quando deve offrire servizi ai suoi cittadini, efficiente ed avido esattore quando si tratta di riscuotere, infine feroce e spietato persecutore dei suoi nemici.
Non c’è da stupirsi che lo stato sia duro nei confronti di chi ne minaccia l’esistenza, dei secessionisti in particolare, però è più difficile comprendere perché l’i-taglia debba essere necessariamente così esosa ed inefficiente, anche perché se non lo fosse di sicuro avrebbe molti meno nemici.
L’i-taglia non può che essere esosa, per sua natura, per il modo stesso in cui è nata: è il frutto dell’interesse di pochi, che hanno giustificato la loro azione sostenendo che dalle Alpi a Pantelleria vi fosse una nazione una d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue e di cor, quando in realtà sappiamo con certezza che nel 1861 nel regno d’Italia, presunt
Bisogna considerare alcune cose: in Svizzera c’è un dipendente ogni 60 abitanti, in Italia uno ogni 17.
In poche parole con la stessa percentuale Svizzera l’Italia dovrebbe avere 1 milione di dipendenti pubblici, invece ne ha 4/5 volte di più. D’accordo che l’Italia è più statalizzata, ma certamente almeno 1 o 2 milioni di dipendenti pubblici sono di troppo. Stesso discorso per quelle che io chiamo le “finte” pensioni (lasciamo perdere la false pensioni d’invalidità) ovvero le pensioni d’oro, la baby pensioni, le pensioni sociali, pensioni a chi versato poco o nulla rispetto a quanto percepisce in confronto al metodo contributivo.
Perchè accade questo? In parte per motivazioni economiche keynesiane (ampiamente fallite), la maggior parte dei dipendenti pubblici sono meridionali, prendono uno stipendio con tasse prelevate in Padania e spendono lo stipendio in Magna Grecia, facendo così campare il macellaio, il fruttivendolo, ecc. Il sogno di creare un economia dal nulla, sappiamo come stanno andando le cose. Ecco perché a nessuno (a parte a noi che sudiamo per vivere e paghiamo le tasse) interessa che il dipendente pubblico sia un fannullone, lui deve solo spendere per sostenere un economia inesistente.
Infine come ho già detto c’è il fenomeno del voto di scambio, io politico ti assumo se tu mi porti 10 voti. Ecco perché ci sono uffici pubblici inzuppati di dipendenti, sono elettori e per questo nessuno li toglie, se uno ci provasse ci sarebbe un immediata levata di scudi di politici e partiti.
Questo spiega anche perché la pubblica amministrazione sia poco informatizzata, usando computer o metodi di lavoro più rapidi sarebbe poi difficile giustificare la media del doppio del personale necessario per ogni ufficio pubblico.
Ottimo articolo: complimenti.
E’ vero quanto si dice: l’esistenza di lavoratori pubblici supertutelati, supercoccolati e ben pagati qualunque cosa accada, e di lavoratori privati in balia del mercato e per di più perseguitati dal fisco e dalla burocrazia è inaccettabile, e rappresenta una violazione clamorosa del principio di uguaglianza davanti alla legge.
Esistono due soli modi per risolverla definitivamente: trasformare tutti i dipendenti pubblici in dipendenti privati, oppure tutti i dipendenti privati in pubblici.
Nel primo caso l’Italia diventerebbe la prima potenza economica mondiale, nel secondo caso diventerebbe come la Corea del Nord.
Che dire , se non quello che direbbe una normale persona , con normale intelletto .
Condivisibile dalla prima all’ultima parola .
Ecco magari si potrebbe aggiugere che una maggiore consapevolezza da parte dei pochi o tanti dipendenti statali onesti potrebbe forse aiutare a cambiare le cose . Dico forse perchè sembra proprio un’impresa titanica .
Cordiali saluti da Aldo
In estrema sintesi : Trionfo della filosofia mediterranea !