L’italia è lo specchio della sua politica estera

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di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI Il miles gloriosus, di plautiana memoria, ha preso corpo, anche recentemente, con Matteo Renzi. Piccola premessa: non è scritto nelle stelle che uno Stato debba essere guerrafondaio. E’ una scelta che si fa, ma una volta fatta bisogna rispettarla. Fare il pacifista o fare il bellicista sono due posizioni che hanno vantaggi e svantaggi, ma una volta presa la decisione  non si può, con mosse più o meno astute, tipiche del magliaro , cercare di avere i vantaggi delle due opzioni, senza gli impegni e gli svantaggi. L’Italia, ben nota nella storia dei popoli, come lo “Stato dei giri di walzer”, sta rafforzando il proprio brand, grazie a Matteo Renzi il quale, oltretutto, ha proprio le fisique du rol: scarsa cultura, altissima autostima, grande eloquio risonante e eccelsa capacità di cacciare balle. Il buon Matteo è tutto questo! Ma veniamo al Miles. L’Italia ha un esercito attrezzato, dico “attrezzato” (e non “organizzato”),
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