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Storia dei vichinghi, da banditi predoni a tassatori tecnocratici

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di ALESSANDRO FUSILLO Tra la fine dell’ottavo e l’undicesimo secolo gli uomini del nord o Normanni, i selvaggi guerrieri provenienti dalla Scandinavia, seminarono il panico tra tutti i popoli europei. I Vichinghi erano abili navigatori e feroci combattenti: a bordo delle loro agili navi spinte da vele latine e dalla forza dei remi essi esplorarono e conquistarono terre molto lontane dalle natie terre baltiche. Penetrarono nell’Europa continentale risalendo i fiumi a bordo delle loro versatili lance. Sfruttando la crisi e dissoluzione dell’impero carolingio inflissero cocenti sconfitte a moltissimi eserciti durante l’alto medio evo; cinsero d’assedio Parigi nell’885 e, pur se sconfitti in quell’occasione, inflissero tali e tanti danni al regno dei Franchi occidentali che Carlo il Semplice nel 911 dovette loro concedere il possesso perpetuo della regione francese della Normandia che ancora oggi porta il loro nome. Il grande navigatore vichingo Erik il Rosso colon
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