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Davos 2026: la recita dell’élite e il crepuscolo della libertà

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di GEPPO CIATTI Per Doug Casey - altrettanto per questa testata - Davos non è un consesso di menti brillanti dedite al bene comune, ma un raduno di "sociopatici di alto livello". Il tema centrale del 2026, secondo l'investitore anarco-capitalista, conferma una traiettoria iniziata anni fa: la transizione definitiva verso un modello di "Feudalesimo Tecnocratico". Casey, nell'articolo intervista pubblicato sul sito di Rockwell, mette a nudo l'ipocrisia dei partecipanti che arrivano con jet privati per discutere di come limitare l'impronta di carbonio del cittadino comune. Tuttavia, il punto non è il clima, ma il controllo. La retorica della "sostenibilità" è il cavallo di Troia per smantellare la proprietà privata individuale. Il celebre slogan "Non possederai nulla e sarai felice" - proninciato illo tempore dalla danese Ida Auken - si evolve nel 2026 in una spinta aggressiva verso le Valute Digitali delle Banche Centrali (CBDC). Casey avverte: quando il denaro diventa un software
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