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Argentina: il debito pubblico crolla dal 99,4% al 39,2% del PIL

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di MARIETTO CERNEAZ

Mentre in Italia il debito pubblico sta per superare quello greco, in poco più di due anni, l’amministrazione di Javier Milei ha impresso una svolta radicale alle finanze pubbliche argentine. Secondo un recente studio focalizzato sul debito netto consolidato, il peso dell’indebitamento rispetto al Prodotto Interno Lordo (PIL) ha subito una contrazione senza precedenti, passando da una situazione di quasi insolvenza a una stabilità macroeconomica crescente.

Il dato più significativo riguarda il rapporto debito/PIL. A dicembre 2023, nell’ultimo mese della precedente gestione, l’Argentina presentava un livello di indebitamento pari al 99,4% del PIL. Le proiezioni di marzo 2026 indicano che questo valore è sceso drasticamente al 39,2%! Un dato da record.

Questa riduzione di circa 60 punti percentuali è il risultato diretto di una politica economica basata sulla difesa del “superávit” (avanzo fiscale) e sull’eliminazione del deficit, pilastri della strategia adottata dal Ministro dell’Economia Luis Caputo.

Se si osserva l’evoluzione del debito in termini di valore assoluto (dollari), i dati rivelano una gestione mirata al risanamento dei bilanci della Banca Centrale (BCRA):

  • Riduzione complessiva: Tra novembre 2023 e settembre 2025, il debito pubblico totale è diminuito di 27,486 miliardi di dollari.
  • Risanamento della Banca Centrale: La componente più rilevante di questo calo è dovuta alla riduzione dei passivi della BCRA, scesi di quasi 56 miliardi di dollari.
  • Debito Lordo: Questa contrazione è stata parzialmente compensata da un incremento del debito lordo di 28,475 miliardi di dollari, necessario per la ristrutturazione dei passivi remunerati.
  • Riserve e Settore Pubblico: Adottando una metodologia che esclude il settore pubblico e integra l’evoluzione delle riserve nette, la gestione Milei ha registrato un calo del debito di circa 35 miliardi di dollari.

Una differenza impressionante rispetto ai governi passati (e ai governi occidentali in genere, che continuano ad aumentare il loro indebitamento), evidenziando come la tendenza si sia invertita dopo anni di accumulo.

Di seguito il caso dei 3 presidenti che hanno preceduto Milei:

  1. Alberto Fernández: Il debito è aumentato di ben 164,878 miliardi di dollari (di cui 52,6 miliardi riconducibili alla Banca Centrale).

  2. Cristina Fernández de Kirchner: Nei suoi due mandati, il debito è cresciuto di 101,9 miliardi di dollari.

  3. Mauricio Macri: Ha registrato un incremento dell’indebitamento pari a 32,54 miliardi di dollari.

Il Ministro Luis Caputo ha recentemente commentato questi risultati confermando che la tendenza è destinata a proseguire. L’obiettivo dichiarato del governo rimane il mantenimento del rigore fiscale per garantire che il peso relativo del debito continui a scendere, favorendo il ritorno dell’Argentina sui mercati internazionali e la stabilità dei prezzi interni.

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