Che Buenos Aires diventi l’Amsterdam dell’intelligenza artificiale

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di JAVIER MILEI*

Il 20 marzo 1602, la fondazione della Compagnia Olandese delle Indie Orientali conferì alla società a responsabilità limitata un potenziale senza precedenti. Soltanto quando la legge stabilì un limite al rischio, il capitale poté dispiegarsi con autentica forza. La rivoluzione industriale che si sarebbe sviluppata alcuni secoli più tardi non fu resa possibile soltanto dalla macchina, ma anche dal diritto societario olandese. La macchina e la persona giuridica agirono insieme: la doppia elica della prosperità moderna.

Da allora, il PIL mondiale è aumentato di oltre duecento volte, il reddito pro capite di quindici volte e la popolazione mondiale si è moltiplicata per quindici. La responsabilità limitata merita senza dubbio un posto tra le dieci invenzioni più importanti della storia.

Tuttavia, il concetto non rimase incontestato. Già nel 1824 i critici scrivevano che la responsabilità limitata consentiva agli uomini facoltosi di «offrire una parte del loro surplus per costituire un’impresa, giocare con quel surplus… e poi, se esso dovesse rivelarsi insufficiente a soddisfare tutte le richieste dei creditori, ritirarsi al sicuro delle proprie fortune irraggiungibili, lasciando che siano i poveri ingannati a subire le conseguenze».

Oggi quel dibattito è riemerso sotto una nuova forma. Un tribunale distrettuale degli Stati Uniti, nella causa Sarcuni contro bZx DAO, ha classificato le organizzazioni autonome decentralizzate basate su blockchain — l’approssimazione più vicina che oggi possediamo a entità operative fondate su azioni algoritmiche autonome — come semplici associazioni di persone, eliminando così le protezioni della responsabilità limitata per i loro membri.

Nel momento in cui stiamo entrando in una nuova era tecnologica, questo rappresenta esattamente il quadro giuridico sbagliato. La logica del 1602 è ancora valida oggi. Le imprese che operano attraverso nuove tecnologie, come gli agenti di intelligenza artificiale, necessitano dello stesso quadro giuridico che ha sostenuto il capitalismo per oltre quattro secoli: un sistema adatto allo sviluppo, all’innovazione e alla sperimentazione.

All’inizio della rivoluzione industriale, Adam Smith illustrò il potenziale della tecnologia e delle economie di scala nel celebre esempio della fabbrica di spilli. E così come la rivoluzione industriale liberò l’umanità dai limiti della forza muscolare, l’intelligenza artificiale la libererà dai limiti del cervello umano, spingendo la produttività oltre ciò che oggi possiamo immaginare.

Per questa ragione il mio governo ha presentato la settimana scorsa al Congresso una proposta legislativa destinata a creare un quadro normativo specificamente dedicato allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Tale progetto si fonda su tre pilastri.

  • Il primo è l’impegno a mantenere l’intelligenza artificiale libera da regolamentazioni oppressive, evitando il peso di norme premature e insufficientemente comprese.
  • Il secondo è la creazione di una nuova categoria societaria nel diritto argentino: la corporazione autonoma.
  • Si tratta di entità gestite da agenti o robot di intelligenza artificiale. Quando questi sistemi esercitano un giudizio indipendente in ambienti imprevedibili — come devono fare se vogliono essere realmente utili — le loro azioni comportano inevitabilmente rischi concreti.
  • Per tali entità, la responsabilità limitata non rappresenta un privilegio, ma una condizione essenziale per la loro stessa esistenza.
  • Azionisti umani potranno partecipare, ma non saranno indispensabili.
  • Il terzo pilastro consiste nella creazione di un ambiente fiscale competitivo.
  • Queste nuove società beneficeranno di una tassazione societaria ridotta e gli investitori potranno scegliere il modello di governance che riterranno più appropriato.
  • Saranno identificati e resi pubblici i beneficiari effettivi delle società: l’Argentina non ha alcun interesse a trasformarsi in un rifugio per capitali illeciti.
  • Per tutte le attività economiche legittime, tuttavia, il nostro quadro normativo offrirà condizioni senza precedenti.

Questa iniziativa vuole essere anche un invito. L’Argentina si è trasformata profondamente negli ultimi due anni. L’inflazione, che un tempo rappresentava una minaccia esistenziale, è stata riportata sotto controllo, anche se il lavoro non è ancora terminato.

L’avanzo fiscale, unito al più vasto programma di deregolamentazione del mondo, ha riportato l’economia su un percorso di crescita dopo quindici anni di stagnazione. Gli investimenti stanno affluendo verso le nostre straordinarie risorse energetiche e minerarie, in una regione del mondo caratterizzata da una crescente instabilità geopolitica.

Per troppo tempo l’Argentina ha costruito un labirinto di restrizioni che ha trasformato una delle nazioni più ricche del pianeta in un Paese relativamente povero. Fortunatamente stiamo cambiando questa situazione.

Tra il 2024 e il 2025 l’Argentina ha guadagnato venti posizioni nell’Indice di Libertà Economica della Heritage Foundation, registrando il più grande miglioramento di qualsiasi altro Paese in entrambi gli anni. Siamo aperti agli affari.

Nello spirito dei mercanti olandesi che fecero di Amsterdam la capitale finanziaria mondiale del XVII secolo, intendiamo offrire l’ambiente legale e fiscale più attraente al mondo per le imprese di intelligenza artificiale che definiranno il XXI secolo. Che Buenos Aires diventi l’Amsterdam dell’intelligenza artificiale: il luogo in cui il diritto incontrò la tecnologia nel momento giusto, e il mondo cambiò.

*Articolo tratto dal “Financial Times (immagine sopra)TRADUZIONE DI ARTURO DOILO

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