La moglie del tassista: non sapevo di aver sposato un mafioso

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di NICOLETTA BERTAZZA* Non mi ero resa conto di essere sposata con un mafioso… eppure sembra essere proprio così, dato che mio marito, consorte e padre amorevole nei confronti di nostro figlio undicenne, ha commesso da qualche anno il “grave reato” di diventare tassista. Già, perché secondo il battage mediatico che si sta svolgendo nelle ultime settimane pare che il termine tassista equivalga a delinquente della peggior specie. Non nego che, come in tutte le categorie, possano esservi anche fra i tassisti delle “mele marce”, ma sono sicuramente un’esigua minoranza. Andrebbe inoltre fatto un discorso a parte sulla situazione delle piccole città come quella in cui vivo, che non è sicuramente paragonabile a quella delle metropoli come Roma o Milano. Vi è tuttavia un’evidente ed inquietante determinazione a convincere l’opinione pubblica che gran parte dei mali della nostra povera Italia sia causa della mancata liberalizzazione delle licenze per il cosiddetto
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