A tavola con gli spaghetti alle mongole e i cavolini di bruxelles

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di PONGO Da giorni se ne parla, con manifestazioni al freddo,  al passo del Brennero, dove Coldiretti  con  migliaia di coltivatori, allevatori e in più l'aggiunta del ministro per le Politiche agricole Nunzia De Girolamo, una ministra che in parte per sua ammissione non ci capisce un granché di questi argomenti ma ha pensato bene di mettersi la giaccavento (gialla di Coldiretti) e di farsi sentire anche lei,  si è messa in evidenza per promuovere il “made in Italy”. Mentre si manifestava in tal senso proprio lì, sul confine italo-austriaco, avvenivano controlli della Finanza su alcuni Tir che transitavano e trasportavano patate tedesche dirette in Sicilia, fiori provenienti dal Kenya  con deviazione dall'Olanda, biscotti di Germania ma, come il resto, etichettati “made in Italy”. Si aggiungevano cosce di maiale lituane, prosciutti tedeschi però confezionati con  fascia tricolore (col  bianco, rosso e verde anche perché  la Germania ha un tricolore però ner
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6 COMMENTS

  1. Ma facciamola finita anche con questa storia del Made in Italy. E’ tutta una presa in giro.

    Basta andare in giro per Austria o Francia o Germania per vedere branchi di mucche e capre libere al pascolo, mentre in Italia vivono stressate in stalle ed ambienti innaturali. Da una vacca stressata non può venire sicuramente né un buon latte né una buona carne.

    Senza contare che il 90 per cento della manodopera nell’agricoltura è costituita da stranieri.

    E soprattutto mi fanno ridere questi politici trentenni e quarantenni, cioè della generazione del fast food e dei surgelati, che blaterano sui buoni sapori di una volta che non hanno mai in realtà provato.

    • Pienamente d’accordo.

      Sacrosanta la difesa delle tradizioni locali, del cibo autoctono, ma c’è del buono e del marcio dappertutto.

  2. Ma quando Bossi “comiziava” contro il mondialismo e il libero mercato non era additato come un “pazzo” fuori dal mondo? E’ passato un ventennio …. e abbiamo visto che fine gli hanno fatto fare i taliani e i … padani. Adesso ci teniamo i maiali stranieri e qualche milione di stranieri …..

  3. si vede che all’estero ci sanno fare più degli italiani: sono più furbi, più abili nei mercati e forse anche più bravi nel produrre cibarie

    altrimenti ste robe non arriverebbero

    ma dai pingo pongo che non ne becchi una

  4. Non mi sembrava che il popolo italiano si fosse strappato i capelli quando la commissione europea pagava per abbandonare tradizioni tipicamente italiane, dove le attività agricole facevano la parte del leone. Tutti pronti a passare contenti alla cassa e concedersi finalmente vita natural durante un dolce fa niente. E questi sono i risultati delle decisioni di una generazione di politici e italiani scellerata!

  5. Se la gente cacciasse fuori veramente le palle, questi furbetti qua sarebbero altri da spedire a pedate dopo di che frontiere chiuse sul modello americano relativo l’importazione di frutta e verdura e si torna finalmente a mangiare vero italiano

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