ALLUCINANTE: SE CHIEDI UN RIMBORSO IVA LA FATTURA ELETTRONICA NON VALE!

di MATTEO CORSINI

Nonostante l’obbligo di fatturazione elettronica, che per i fornitori della pubblica amministrazione è in vigore da tempo, apprendo dal Sole 24Ore che se un’azienda si trova a dover chiedere un rimborso di IVA è tenuta a esibire documentazione cartacea a supporto della propria richiesta.

Una cosa allucinante, per quanto non mi stupisca più di tanto che ciò accada. L’Agenzia delle Entrate, infatti, dispone già dei dati necessari a verificare la correttezza della richiesta di rimborso.

Questo è solo uno dei tanti casi di modernizzazione asimmetrica. I pagatori di tasse devono adeguarsi nei tempi dettati dal legislatore, spendendo (tanto) tempo e denaro, mentre la burocrazia rimane colpevolmente indietro.

Si pensi, per fare un altro esempio, all’obbligo di compilazione del quadro RW della dichiarazione dei redditi relativamente agli investimenti all’estero. Adempimento non di rado complesso nel caso di portafogli con molti strumenti e movimentato durante l’anno, che però è del tutto superfluo da quando esiste lo scambio automatico di informazioni tra le amministrazioni finanziarie.

Per tutti gli investimenti in Paesi che prevedono lo scambio automatico si potrebbe eliminare l’obbligo di compilazione del quadro RW, ma ovviamene non è così ed è improbabile che avvenga. Il che costringe un pagatore di tasse a perdere tempo e denaro (pagando un commercialista o, per evitare la compilazione di RW, rivolgendosi a una fiduciaria).

Nessun cambiamento in tal senso da parte del governo del cambiamento.

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