ANCHE PREZZOLINI “SPERAVA” NELLA DISINTEGRAZIONE DELL’ITALIA

di GIUSEPPE PREZZOLINI* Visto e considerato che gli Italiani non riescono a mettersi d’accordo nemmeno dopo la Caporetto economica del 1974, gli Stati d’Europa, riuniti in conferenza straordinaria, e con l’assistenza di una rappresentanza consultiva della Repubblica dei Soviet e della Cina, e sotto la presidenza simbolica del Segretario generale delle Nazioni Unite, fanno la seguente proposta agli Italiani: visto e considerato l’ingegno artistico, il gusto pubblico, la prontezza nell’affrontare gli eventi e nel cambiare bandiera, la capacità di trasferirsi in altri paesi e di assumervi un’attiva e utile partecipazione, anzi emergervi; l’Europa e gli stati aderenti e testimoni della validità della promessa fanno offerta agli Italiani di prendere in affitto il governo d’Italia nei limiti attuali da esso occupati, alle seguenti condizioni: 1) Gli Italiani saranno liberi di sviluppare le loro promettenti personalità e saranno trattati imparzialmente da governatori stranieri. 2) Il governo di ogni regione sarà retto da un governatore straniero, che non porterà seco né moglie, né figlie, né parenti femminili per…

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