Ancora sangue e scontri in Venezuela. E gli studenti torturati

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di LEONARDO FACCO La giornata di mobilitazione pacifica nazionale (che pacifica non poteva essere, come dimostrato dalle cronache degli ultimi 30 giorni) organizzata da studenti ed opposizione venezuelana a Caracas, ieri, si è conclusa con duri scontri tra polizia e manifestanti. Nel resto del Paese 3 persone sono rimaste uccise a colpi d’arma da fuoco portando a 25 (28 secondo altre fonti) il bilancio delle vittime in un mese di proteste e 230 feriti. Nonostante la censura imposta da Maduro (come denunciato anche da Reporter Senza Frontiere), si è appreso che tra i deceduti c’è anche una bambina di 6 anni. I tre morti sono tutti di Valencia. 8 i feriti. I killer venezuelani hanno un nome, sono le squadracce dei “Tupamaros” (foto), collettivi motorizzati invasati di chavismo, che sopraggiungono armati e sparano ad altezza uomo.  Scrive Panorama.it: “Anche la CNN da tempo ha lasciato il Paese dopo le minacce alla sua corrispondente. Morale: sta andando in scena una guerra terribile, ma è come se tutto questo non stesse accadendo,…

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