di RENATO ORNAGHI Gentilissimi Sindaci*, approfitto del più tranquillo periodo agostano per inoltrarVi questa lettera-appello, che ha lo scopo di sensibilizzarVi alla tutela attiva dell’idioma peculiare del territorio brianzolo: l’insubre (tutela della quale – come argomenterò tra breve – la presenza sul territorio di cartelli toponomastici bilingue è parte non secondaria). Mi rendo ben conto che attualmente problemi più seri agitano le riunioni delle Vostre Giunte: farò proprio per questo uno sforzo di chiarezza proponendoVi almeno tre chiari motivi per non togliere i cartelli in “lengua” (laddove esistano), per auspicarne la re-installazione (laddove rimossi) ovvero per considerare la loro introduzione, laddove ancora assenti. Ciò ovviamente, in parallelo auspicando da parte Vostra ancor più incisive azioni di sostegno e difesa della nostra madrelingua.. E’ però prima necessaria un’argomentazione: che cioè l’insubre (la lingua alternativa all’italiano-toscano parlata nei secoli nella cosiddetta Regio Insubrica, territorio del quale la Brianza è parte) non è un dialetto, e men che meno una sottospecie volgarizzata dell’italiano (il quale, ricordo, prima dell’unità…















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