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Attenzione: i morti di COVID-19 sono: (140.000*23,8/100)/2=15.000 in 2 anni!!!

Da leggere

di LUIGI CORTINOVIS

Il microbiologo Crisanti ha affermato: “Fare il vaccino ogni 4 mesi non è sostenibile fisicamente: il nostro fisico non è tarato per questo. Questi vaccini ci hanno salvati ma hanno dei limiti e il loro riconoscimento pone l’esigenza di sviluppare una nuova classe di vaccini”. Quindi i vaccini hanno completamente fallito il loro compito, e chiaramente non abbiamo di fronte professionisti che hanno l’etica necessaria per sviluppare nuove classi dopo il totale fiasco di questi 40 e più tipi di punture pericolose.

Nel corso della puntata in cui era ospite, inoltre, il professore ci ha tenuto a commentare anche il numero di posti di terapia intensiva in Italia, pari a 1679: “Una persona rimane in terapia intensiva circa 20 giorni e ha una probabilità di decesso per Covid del 50% circa. Ciò significa che ogni 20 giorni muoiono 800 persone, ovvero 40 persone al giorno. Allora dove muoiono le altre 300 persone? Lo vorrei chiedere, perché per trasparenza vorrei saperlo”.

Chiaramente gli unici morti COVID19 sono quelli che muoiono intubati, cioè quelli che sviluppano la SARS, cioè il distress respiratorio. Tutti gli altri fin dall’inizio della pandemia non sono morti di COVID, ma incidentalmente positivi al tampone e come vedremo più avanti portatori di malattie gravi, almeno 3,7, di cui la più frequente è l’insufficienza respiratoria, per cui erano tutti già gravi prima di contrarre l’infezione virale.

L’Istituto Superiore di Sanità lo scrive chiaro: parla di 138.099 pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2, quindi non morti per SARS-CoV-2.

Ma si spinge ancora meglio:

Quindi solo il 23,6% è stato ricoverato per COVID 19 in terapia intensiva, dove mediamente muoiono il 50% dei pazienti.

Per cui i morti di COVID-19 sono: (140.000*23,8/100)/2= 15.000 morti.

A prescindere quindi dalle patologie mediane delle 8436 cartelle cliniche analizzate che sono state rilevate superiori a 3,7 patologie gravi, mentre in quelli non morti in terapia intensiva le patologie presenti erano Cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale, scompenso cardiaco, ictus, demenza, BPCO, tumore, insufficienza renale e insufficienza respiratoria, con l’insufficienza respiratoria come patologia pregressa  quella più frequente.

Conclusione: fine della pandemenza, altresì definita da sempre su queste pagine “tragica farsa pandemica”!

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8 COMMENTS

  1. C’era poi un incentivo ad avere un sacco di gente intubata anche senza averne la necessità perché hanno aumentato il rimborso per gli ospedali da 3713 per una degenza in reparto a 9697 in terapia intensiva. Dopo tutto quello che ho visto penso che quasi 6000 euro di differenza al giorno siano un buon motivo per non farsi scrupoli.

  2. Mi sembra semplice: la morte per Covid-19 è solo morte per SARS, cioè Severe Acute Respiratory Syndrome causata dal Coronavirus. Se non muori di Sars non sei morto di Covid-19 che scatena la Sars. Se hai la SARS finisci in terapia intensiva e al 50% muori.
    Con le cure precoci, per altro come dimostrato dalle autopsie tardive sui morti fatte al San Raffaele e al Papa Giovanni XXIII, avresti ridotto la tempesta citochinica che porta alla trombocitosi e quindi alla coagulazione intravasale disseminata che porta alla SARS: i polmoni non scambiavano ossigeno per la ipercoagulazione e i suoi effetti, trombosi disseminate, ecc.. quindi anche il numero di 15.000 morti sarebbe stato ridotto di molto.

  3. Dunque se bombardo un ospedale, e muoiono 100 persone, posso dire che non ho ucciso nessuno: erano tutti già malati! Andate a spiegarlo a quelle 120.000 famiglie che hanno perso un loro caro, vediamo se tornate illesi. E’ colpa di teorie dementi come queste, se non si è riusciti a creare una resistenza credibile alle mille prevaricazioni e strumentalizzazioni che lo Stato ha poi imposto ai cittadini. Siete i migliori alleati di Speranza.

    • Hai grossi problemi cognitivi, ahimé. Speranza è quello che da due anni fa ammazzare le persone negli ospedali con i protocolli che invitano i medici a non visitare i pazienti e che negano le cure domiciliari. Sei il miglior alleato dei covidioti e della tragica farsa pandemica.

      • Ma che cretinata è questa del paragone col bombardamento? In realtà a bombardare gente che non è morta di polmonite ma di cure sbagliate, sono stati proprio i difensori del sistema o i loro servi obbedienti. Se si muore in seguito a un’altra patologia non si è uccisi da qualcuno. E neanche dai virus ufficiali. Contare per morti di polmonite coloro che sono deceduti per altro, è il vero paragonabile a chi getta la bomba perché quest’ultimo nega quel “per altro”. Come chi negherebbe la morte per bomba dei ricoverati indipendentemente dalle patologie riscontrate. Se si vuole dire che i decessi senza il virus cinese non ci sarebbero stati si è in malafede. E in fondo è lo stesso Istituto Superiore di Sanità ad ammetterlo involontariamente. Anche loro sostengono che bombardare chi è destinato a morire equivalga a non uccidere? Piantiamola, poi, con l’ipocrisia delle famiglie dei deceduti. Sono familiari anche coloro che hanno perso i loro cari a causa dell’imbecillità della tachipirina e della vigile attesa. E non sono pochi a esserne consapevoli, quindi è meglio che stia attento a rimanere illeso chi sostiene che quello fosse la metodologia giusta.

  4. No: la conclusione non è “fine della pandemenza” perché i pandementi rimangono in servizio attivo. E non c’è cura per la pandemenza, almeno non ancora.

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