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Babbo natale e la befana saran costretti a ringiovanire

Da leggere

di PONGO

Dati gli argomenti resi evidenti ultimamente, anche dal nostro governo, mi torna in mente una frase anzi un concetto che sentii parecchi anni fa da un grande vecchio giovanotto che sei o sette mesi fa, novantenne,  se ne è andato. Lui era Tonino Guerra che riferendosi alle genti della sua Romagna, soprattutto  a chi vive nell’entroterra, a chi lavorava la terra, una terra tanto ricca e dura ma così vicina al proprio naso, lui diceva che almeno una volta all’anno, era necessario per loro andare in riva al mare e guardare l’orizzonte, guardare quel senso di infinito. E questo lo sottolineava anche per i giovani che erano la forza principale nell’agricoltura.  Per lo meno, quei giovani il lavoro  l’ avevano, non diplomati e laureati e lavoravano come dei dannati.

Sempre a proposito delle questioni sulle risorse e sul lavoro giovanile di cui già si sa ma all’ordine del giorno dal governo mi salta nella testa una barzelletta vecchissima che molti di voi sapranno, raccontata ai tempi della mia scuola per cui qualche decennio fa: un giovane diplomato ragioniere dopo mesi e mesi di ricerca è sempre più disperato e senza lavoro. Finché un giorno gli capita di leggere un annuncio che dice di presentarsi al circo in quel periodo  presente nella sua città. L’offerta che riceve ovviamente non ha nulla a che fare con il suo diploma ma la paga è sufficente per accettare. Si tratta di fare l’orso equilibrista, un orso finto e lui ogni giorno, due volte al giorno deve entrare nella pelle finta di un orso e passare sul filo in equilibrio da una parte all’altra. Accetta. Dopo un minimo di pratica, al primo spettacolo col pubblico il nostro finto-orso lassù sul filo si rende conto che sta passando sopra la gabbia dei leoni! ” Ehi, ma questo non era previsto dagli accordi, i leoni sotto il filo noooo! ” Ma dalla gabbia uno dei leoni sussurrando gli risponde: “Non ti preoccupare, ragioniere, qui sotto siamo tutti geometri!”.

E’ chiaro che anche la terminologia della storiella, ragionieri, geometri, indica il tempo in cui fu creata e fece ridere, ma se era valida allora figuriamoci ora.
Monti l’ha detto pochi giorni fa: “C’è una generazione perduta che sta pagando troppo”. Ed ha concluso con una frase che sinceramente mi piace: “…il politico guarda alle prossime elezioni, lo statista alle prossie generazioni”.  Frase che non è sua per inciso. E in questi giorni è un darsi da fare per contrastare quei dati molto pesanti e molto italiani che riguardano la disoccupazione giovanile che è il 34% della fascia sotto i 25 anni, 1,2 miliardi di euro riferito al saldo negativo del Pil provocato dalla “fuga dei cervelli” all’estero. Anche nel mio piccolo l’ho sperimentato: a mia figlia grande, qualche anno fa al termine del suo Erasmus universitario ad Amsterdam, era stato offerto un contratto regolare nella società dove svolse per alcuni mesi uno stage. Ma ha preferito tornare in Italia. Inoltre vedo belle iniziative come lo sviluppo di poli tecnico-professionali soprattutto in settori turistici cercando di valorizzare un tesoro enorme che il nostro Paese ha e che non sfrutta a dovere, in particolare per il Meridione, in Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia, Campania e Sardegna. E poi, continuo a vedere, per i ragazzi ancora studenti ulteriori stage nelle aziende. E avanti così, idee giustissime.

Ma mi chiedo, come la mettiamo con la nostra mentalità che vede la classe dirigente italiana come la più vecchia d’Europa, come media viciissima ai 60anni? Il nostro governo è tra i più vecchi d’Europa, con la media di 64 anni, i docenti universitari italiani sono i più vecchi, nelle nostre banche i presidenti e gli amministratori hanno una media di 67 anni, anche i segretari regionali dei principali sindacati sono vicini nella media ai 60 anni. Ci mettiamo pure la Chiesa? I vescovi italiani hanno una media di 67 anni. Perché? Forse manca la materia prima? Forse qualche pretino giovane e in gamba c’è. Soprattutto, a parte la vecchiaia della classe dirigente sono le “nostre idee” ad essere vecchissime, quasi sempre legate per abitudine al passato, a quello che dice il “nostro capo” perchè si è sempre fatto così. Anche il nostro ex premier ha passato l’estate a dieta, a far jogging per dimagrire ed a trovare il nome del suo nuovo partito. Per lui tutto saprà di giovinezza. Inoltre nell’ultimo anno ho incontrato tante persone che volevano lasciare il lavoro e andare in pensione, ma è stato tutto rimandato per forza.

Non è che nonostante le buoni intenzioni di tutti e del governo, gli unici ad essere obbligati a ringiovanire in breve tempo saranno la Nonna di Cappuccetto Rosso, Babbo Natale e la Befana che ce li troveremo ventenni il prossimo Natale?  Siamo troppo vecchi e abbiamo bisogno di vedere l’orizzonte.

 

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