BOIARDI DI STATO E CASTA, HANNO STIPENDI DA VERGOGNA

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SALARIPUBBLICIdi GIACOMO CONSALEZ*

Si dice spesso che le cariche apicali dello stato italiano godano di privilegi sconci, ma prima d’ora non mi ero mai imbattuto in una rappresentazione statistica rigorosa di quanto la gente asserisce talvolta in modo approssimativo. Bene, eccola qua a lato.

Questo grafico, prodotto dall’OECD* (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) in termini tecnici descrive un rapporto relativo. È il rapporto tra due tipi di stipendi in vari paesi. Da un lato (al numeratore) gli stipendi degli alti funzionari e dei politici dello stato centrale e dall’altro (al denominatore) lo stipendio medio della gente del paese in questione. Il rapporto tra i due stipendi viene confrontato in 21 paesi cosiddetti democratici. 

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Non solo l’italia è prima in questa imbarazzante classifica dei privilegi di politici e alti funzionari dello stato centrale, ma questo rapporto è doppio rispetto alla seconda classificata, che è la Polonia. Che cosa significa questo secondo voi?

A mio modesto avviso significa almeno tre cose:
1) In italia l’ingresso di un politico o di un alto funzionario statale è garanzia di una montagna di benefici senza confronti nel resto del mondo, specie a confronto con le condizioni di mera sopravvivenza a cui è ridotta gran parte della popolazione.
2) Politici e alti funzionari faranno ogni cosa, anche la più sconcia e tracotante, pur di arroccarsi nella propria cittadella fortificata a difesa dei favori di cui godono
3) Lo stato si mostra come un’organizzazione criminale estorsiva fine a sé stessa e al mantenimento dei propri abusi di potere, conseguito elargendo condizioni di assoluto privilegio ai propri membri. Così facendo ha saputo comprare qualsiasi opposizione, trasformando ad esempio un partito anti-centralista e (seppur confusamente) autonomista / indipendentista in una confraternita di pulcini bagnati che non fanno che parlare di “bene dell’italia” mentre accusano la Merkel di ogni nefandezza.

Le poche persone oneste che ancora popolano questo paese, le poche comunità locali ancora capaci di costruire da capo una convivenza basata sul rispetto dei diritti naturali, tutti quelli che vogliono realizzare un sistema produttivo sostenibile, libero dall’estorsione fiscale operata dallo stato, non hanno che una via d’uscita: lavorare uniti per accelerare quanto possibile il disfacimento di questa vergogna a forma di stivale.  Indipendenza.

*Portavoce, Pro Lombardia Insipendenza

www.prolombardia.eu

 

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