CHI PENSA DA LIBERALE COERENTE È CONSIDERATO UN ERETICO

di PAOLO L. BERNARDINI Il senso di isolamento che un pensatore liberale prova viene temperato soltanto dalla constatazione che al mondo egli non è solo. Ma viene da pensare che se anche non è solo, la compagnia in cui si trova è davvero esigua, a ben vedere. Pochi ma buoni, o forse, pochissimi e ottimi. Riflettendo su quanti pochi aderenti abbia nella stessa Germania il pensiero libertario, posto che esistano pensatori della Scuola Austriaca in Austria – temo pochi – mi viene da precisare alcuni pensieri che da mesi vado elaborando. Il pensatore liberale, occorre dirlo subito, equivale all’eretico nei tempi della Riforma, e anzi, mentre il liberale classico o libertario che vuole creare nuovi piccoli Stati è colui che viene maggiormente odiato, poiché davvero mette in pericolo il sistema, come Lutero Calvino e Zwingli e numerosi altri nel Cinquecento, il liberale classico che invece pensa ad una società finalmente libera dagli Stati, altro non è, per tornare appunto al Cinque e Seicento, che l’ateo…

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