di LEONARDO FACCO Facebook, di proprietà di un imprenditore di successo, può decidere come meglio crede quale policy adottare, ma chiunque ha il diritto di criticare le sue scelte (soprattutto quando le sue scelte cambiano la policy di appartenenza nel tempo), farne uso oppure chiudere il suo profilo. Personalmente, la mia valutazione è che il social-network ha, da tempo, imboccato la strada maestra che porta alla dittatura del politicamente corretto, la quale fa solo il gioco dei falsi perbenisti che governano mezzo mondo, tipo quell’idiota del sindaco di New York. E la strada che ha imboccato il signor Zuckerberg, peraltro, nega diritti assoluti e naturali quale quello di libertà di parola e di espressione del proprio pensiero, il che non mi porta a difenderlo qualora qualcuno dovesse ricorrere in giudizio (in assenza di opportunità di ricorrere ad un arbitro privato) per vedere soddisfatte le sue lamentele. Lucio Chiavegato, un amico, è bannato da Facebook dal 16 agosto scorso e ci rimarrà fino alla metà del prossimo…















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