CLANDESTINI, LE IMBARCAZIONI SI POSSONO AFFONDARE O SABOTARE

clandestini_gommonedi GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI

Continuano gli sbarchi! Anche se, di questi tempi, in misura un po’ minore. Evidentemente gli speculatori che li organizzano, Chiesa compresa, hanno ritenuto che non sia il caso di continuare imperterriti. La gente potrebbe anche svegliarsi! Infatti la gente comincia a pensare che in gioco non è la pietà verso gli immigrati, in gran parte non meritevoli, ma la speculazione che a detta di Roma Mafia Capitale permette di guadagnare molto di più che spacciando droghe.

Ora, sui mezzi di comunicazione è passata la parola “facciamo gli sprovveduti”, facendo girare l’interrogativo “ma come si può fermarli?”. In realtà i mezzi per fermarli ci sono e sono ben due.

Sparare – Da secoli allorché c’è minaccia di invasione via mare le marine militari di tutto il mondo hanno sempre applicato un ordine preciso: tre colpi di cannone a prua del natante invasore il quarto colpo sul natante nel caso che questi non cambi rotta. Credo che questa sia la tecnica, anche recentemente utilizzata per fermare i pirati del Mar Rosso e per farli desistere da assalti alle navi mercantili. Corollario minimo di questa azione è catturare i traghettatori e fucilarli come “assaltatori senza divisa”.

Sabotare le imbarcazioni – A qualcuno però fa ribrezzo il sangue. Certamente quello degli invasori, ma non quello di centinaia di cristiani ammazzati dagli islamici. Allora c’è un sistema semplice ed efficace e non cruento. Sabotare i natanti prima dell’imbarco dei cosiddetti profughi. Occorre a questo punto fare due esempi storici, non troppo indietro nel tempo (anno 1939-1945). Tre coppie di coraggiosi e preparati subacquei italiani hanno assalito, penetrandovi nascostamente, il munitissimo porto di Alessandria. Nell’ordine a perenne memoria Luigi Durand de la Penne-Emilio Bianchi, Vincenzo Martellotta-Mario Marino, Antonio Marceglia -Spartaco Schergat, i quali hanno affondato rispettivamente:

Nave da battaglia Valiant

Nave da battaglia Queen Elisabeth

Petroliera Sagona

Altro che quattro barcacce scassate che varcano oggi il Mediterraneo!

Ricordo tra l’altro che i sei, alla fine della guerra sono stati decorati di Medaglia d’oro al VM dal Commodoro Charles Morgan che comandava la Valiant al momento dell’affondamento. E poiché al solito, potremmo essere accusati di nostalgie fasciste (come sono soliti fare i sinistri radical -chic tutte le volte che qualcuno si dimostra contrario elle loro bacate idee) citeremo l’assalto fatto al porto dei Bordeaux alla munitissima base dei sommergibili atlantici (tedeschi e italiani), assalto effettuato da 5 equipaggi (a coppie) di sommozzatori inglesi, capeggiati da HG Hasler V.C. (Victoria Cross) coadiuvato dal marinaio V. Sparts che hanno affondato ben 4 mercantili. 

Ricordo ancora che mentre i sommozzatori italiani sono entrati nel porto utilizzando piccole imbarcazioni sommerse, simili a siluri, gli inglesi sono entrati navigando solo con canoe biposto di legno e tela. E le due formazioni non avevano certo di fronte sprovveduti calabraghe!

Certo che a quegli Uomini (che scriviamo volutamente con la U maiuscola) non mancava preparazione, coraggio e spirito di sacrificio, ma pensiamo (e speriamo) che in Italia qualche erede  di quei gloriosi sommozzatori, raschiando bene il fondo del barile, lo si trova ancora. Anche se ho qualche dubbio. I porti di imbarco si conoscono. Affondare quelle baracche è banale. Si tratta di vedere se hanno più mezzi gli acquirenti dei battelli o i sommozzatori. Il grosso guaio è che chi ci governa e sfrutta non ha forse neanche il coraggio di dare un semplice ordine! Oppure gli interessi dei residenti in Italia interessati a quell’ignobile traffico  sono prevalenti anche perché politicamente, potentemente appoggiati.

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