COMUNISTI A 5 STELLE ALLA FESTA DELL’UNITÀ

di MATTEO CORSINI

Covid o non Covid, non sia mai che per un anno salti la festa nazionale dell’Unità. E così ecco il consueto susseguirsi di interventi di protagonisti più o molto più sinistrorsi della politica italiana, intervistati dal direttore di giornale di turno. Questa volta a Modena è stato Maurizio Molinari, da poco direttore di Repubblica, a intervistare il presidente della Camera Roberto Fico.

Il quale, ribadendo che servono più Stato e più politica, ha affermato tra le tante altro cose stataliste:

  • “Lo Stato deve intervenire dove ci sono beni pubblici essenziali. E per poterlo fare la politica deve essere autorevole. E deve esserci più politica, altrimenti l’interesse sarà sempre solo di una parte, quella dei proprietari.”

Fico, che nella sostanza, pur indossando panni pentastellati, parla con le stesse formule dei comunisti, evidentemente identifica i proprietari con coloro che sono titolari di grandi (dove la grandezza è stabilita in modo soggettivo) proprietà. Il che non giustifica la sua crociata contro di essi, perché la distinzione dovrebbe essere tra proprietà legittima o non legittima, non tra grande o piccola. Nel primo caso, non dovrebbe essere aggredita, nel secondo, essendo essa stessa frutto di aggressione, non è, appunto, legittima; quindi non va solo tassata, ma andrebbe restituita ai legittimi proprietari, per quanto individuabili.

Ciò detto, ognuno è titolare di un diritto di proprietà su se stesso, oltre che su ciò che produce, scopre e/o scambia volontariamente con altri. Quindi l’intervento dello Stato, necessariamente aggressivo, lede sempre il diritto dei proprietari, per definizione.

Se non è certo a priori che ogni proprietà colpita dall’intervento dello Stato – mediante obblighi, divieti, oppure mediante tassazione – sia legittima, è indubbio che ogni redistribuzione, essendo originata da una aggressione, è illegittima.

Ovviamente, come accennavo, Fico dà per scontato che i proprietari siano solo quelli da una certa soglia di patrimonio in su (quale, non si sa). Ma questa è una posizione che non ha alcun valore logico ed è del tutto arbitraria. Roba da applausi alle feste dell’Unità.

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