Comunità locali e una democrazia senza i partiti

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di ENZO TRENTIN All’alba di un mondo che speravamo nuovo in un tempo difficile e duro, molte illusioni sono cadute, molte occasioni sfuggite perché i nostri politici, o sedicenti tali, hanno guardato al passato e hanno mancato di coerenza o di coraggio. L’Italia procede ancora nel compromesso, nei vecchi sistemi del trasformismo politico, del potere burocratico, delle grandi promesse, dei grandi piani e delle modeste realizzazioni. Riconosciamo francamente una mancanza di idee, una carenza di uomini, una crisi di partiti. Nel 1919, aveva allora 18 anni, Piero Gobetti così descriveva la stessa gravissima situazione: «Gli schemi in cui si svolge tra vita politica nostra (i partiti) non consentono agli uomini sufficiente vitalità. Gli uomini cercano, nella vita pratica, realtà ideali concrete che comprendano i loro bisogni e le loro esigenze. Oggi i partiti si sono limitati a formule vaste e imprecise, da cui nulla si può logicamente e chiaramente dedurre. […] Nella vita attuale dei partiti di concreto c’è solo un circolo pernicioso per cui…

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