COSA CI ASPETTA? QUALCOSA PEGGIO DELLA GRANDE DEPRESSIONE DEL 1929

di REDAZIONE

Pochi giorni fa, lo abbiamo anticipato con un bel saggio su queste pagine (vedi qui). Ora, l’ufficio parlamentare di bilancio rilancia: “L’economia internazionale, che si era già indebolita nello scorso biennio, è stata travolta dalla pandemia di Covid-19, il cui impatto è soggetto ad un elevatissimo grado di incertezza con proporzioni che, a detta di molti osservatori, sembrano comparabili in tempi di pace solo a quelli della crisi del 1929”

. Questo quanto si legge nella nota sulla congiuntura di aprile 2020 diffusa dall’Ufficio parlamentare di bilancio. “La fase di decelerazione dell’attività economica che aveva interessato diversi paesi tra il 2018 e il 2019 sembrava essersi interrotta alla fine dello scorso anno, grazie anche alla tregua siglata a gennaio nel quadro della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina: la diffusione della pandemia ha cambiato radicalmente il quadro determinando un peggioramento senza precedenti”, si legge nel documento, in cui viene sottolineato che i “profondi legami tra paesi nelle catene globali del valore hanno generato colli di bottiglia nelle produzioni nazionali con significativo utilizzo di input intermedi d’importazione”.

I dati sul commercio disponibili – riporta l’agenzianova – per i mesi di febbraio e marzo, prosegue la nota, sono ancora incompleti, ma già si osservano notevoli effetti sui costi dei noli delle portacontainer Baltic Dry Index e un peggioramento delle prospettive macroeconomiche dei mercati finanziari e del petrolio.

Le previsioni per l’anno corrente diffuse la settimana scorsa dal Fondo monetario internazionale (Fmi), hanno stimato per il 2020 la recessione più profonda dalla crisi del 1929, con una contrazione del Pil globale pari a tre per cento. La dinamica del prodotto dovrebbe mantenersi positiva in Cina e India, ma dato il ritmo di crescita della popolazione, il Pil in termini pro capite mostrerebbe comunque una riduzione; per le economie avanzate la contrazione sarebbe addirittura del 6 per cento: 7,7 punti percentuali in meno rispetto alla previsione di inizio anno. Per altri analisti, queste cifre andranno almeno raddoppiate invece.

Le previsioni sul commercio sono ancora più pessimistiche, anticipando una caduta dell’11 per cento, rivista al ribasso di quasi 14 punti percentuali rispetto alle proiezioni di gennaio. Nei paesi maggiormente colpiti dalla pandemia le autorità monetarie e fiscali hanno adottato diversi provvedimenti controciclici, la cui efficacia sarà cruciale anche per la ripresa.

 

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