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Default selettivo, una soluzione “etica” alla crisi dei debiti sovrani

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defaultdi FILIPPO MATTEUCCI

Se sei debitore di uno strozzino, pagare il tuo debito all’usuraio vuol dire rovinare la tua vita e quella della tua famiglia. Vuol dire rendere te stesso e la tua famiglia schiavi di un individuo infame, schiavi per oggi e per il futuro. Gran parte dei debiti sovrani devono essere ripagati non a privati cittadini che hanno investito i propri risparmi in titoli pubblici, ma a enti finanziari che fanno capo, direttamente o tramite società prestanome, all’élite bancaria internazionale, a quelli che eufemisticamente vengono definiti i “poteri forti”. Forti in quanto sono loro che controllano le multinazionali, gli stati, i governi, gli istituti di emissione della moneta carta straccia, le privatissime banche centrali che il popolino crede pubbliche…

Ezra Pound sosteneva che i politici sono i camerieri dei banchieri. Ovviamente contro i popoli. E’ stato facile per questi poteri forti ordinare ai “loro” politici (di qualsiasi colore verniciati) di far indebitare stati, regioni, comuni, imponendo una enorme spesa pubblica ben canalizzata verso le loro tasche usuraie. Ora presentano il conto.

Siamo giunti al momento in cui il cravattaro tira al massimo il nodo della cravatta: non vuole più i soldi della sua vittima, vuole che la vittima diventi suo schiavo, schiavo in tutti i sensi possibili. I poteri forti stanno ordinando ai loro domestici politici: “Fate pagare il debito pubblico al popolo!”, e giù tasse su tutto, risparmi, case, redditi, consumi…, tasse sulla vita del popolo.

Ma a cosa serve pagare? Più tasse paghi oggi al tuo strozzino, più potere gli dai di farti pagare ancora più tasse domani. Le tasse non sono mai contro i ricchi e a favore del popolo, come i poteri forti ci vogliono far credere, cerebrolavandoci tramite i loro partiti e i loro massmedia. Non vi è infatti nulla di più falso, di più ipocrita dello slogan “tassiamo i ricchi”: i veri ricchi, gli ultraricchi, le famiglie padrone degli stati, le tasse non le pagano, le riscuotono.

Le tasse colpiscono il popolo, il piccolo risparmiatore, l’anziano che ha messo da parte qualcosa, le famiglie che coi loro risparmi e sacrifici cercano di tutelare i figli. Nella storia dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo le tasse sono sempre state contro il popolo e a favore dei potenti che le hanno riscosse, e le riscuotono, tramite il “loro” stato e il “loro” fisco. Quello che oggi è notevolmente cambiato è la misura della predazione: oggi le tasse sono enormemente più alte rispetto ai tempi in cui al potere c’erano i re, l’aristocrazia, il clero, oggi al potere abbiamo chi da secoli pratica l’usura, ed è quindi maestro insuperato in quest’arte… Non possiamo nemmeno più considerarle tasse, bensì totale schiavitù. L’apparente millantato “progresso” si è rivelato un pesante regresso di civiltà.

E’ interessante notare come anche questo problema dimostri le contraddizioni e l’inanità dei due schieramenti politici apparentemente contrapposti nel teatrino massmediatico, a nostro uso e consumo. Quando gli stati erano dominati dall’aristocrazia e dal clero, l’élite usuraia creò il liberal-liberismo contro gli stati medesimi per appropriarsene; la stessa élite usuraia, oggi che ha conquistato gli stati e li usa per depredare i popoli, non permette certo l’emersione politica e massmediatica di autentici liberisti antistato e antitasse, al massimo ci propina qualche buffone liberista a chiacchiere, che promette e non mantiene. Sull’altra sponda politica, la sinistra socialcomunista, statalista per natura e per definizione, non può ammettere che stato e tasse sono sempre strumenti  di qualcuno per dominare il popolo; né può ammettere che in particolare lo stato “costituzionale”, “popolardemocratico”, è oggi uno strumento antipopolare e antidemocratico in mano alle famiglie dei poteri forti, con un livello di tassazione e di intromissione nella vita dei cittadini che ne fanno la peggiore tirannia predatoria e schiavizzante, finora mai vista nella storia dell’uomo. Non vi è infatti nessuna soluzione di continuità, né disomogeneità funzionale, tra le democrazie “occidentali” e lo stato di tipo sovietico: le famiglie mondialiste dominanti sono sempre le stesse, in entrambi i tipi di stati, anch’essi solo apparentemente contrapposti. E così i dibattiti bankmassmediatici del teatrino della politica diventano uno dei tanti mezzi di disinformazione e di distrazione di massa, al pari del calcio, delle balere e delle notti rosa.

Contro tutto questo, ecco la mia proposta. L’ipocrita motivazione del forsennato aumento della predazione fiscale è che i popoli “devono” ripagare i debiti di stato. Ebbene, un popolo sovrano “deve” solo ciò che “vuole”. La soluzione equa, giusta, “etica”, moralmente ineccepibile, per i debiti pubblici degli stati pseudodemocratici è che il popolo ripaghi i debiti solo al popolo: il “default selettivo”. Selettivo in quanto si remunerano con gli interessi e si rimborsano alla scadenza solo i titoli di stato che alla data X risultano di proprietà di persone fisiche aventi la cittadinanza o la residenza nello stato. I titoli di stato, nonché tutte le obbligazioni contratte da soggetti pubblici, che alla stessa data X risultano di proprietà di stranieri non residenti o di enti – persone giuridiche vengono cancellati e quindi non rimborsati.

Il default selettivo da me proposto comporta una immediata consistente riduzione del debito pubblico e la liberazione dell’economia del paese dalla morsa fiscale usuraia. Caro politico, se sei veramente dalla parte del popolo, non togliere con le tasse al popolo la poca ricchezza che ha e che si è sudata, togli all’usuraio mondialista il potere di appropriarsi dei nostri soldi, azzeragli il credito che lui stesso si è fatto creare.

Ma il default selettivo sarebbe la sconfitta dei poteri forti che fanno eleggere i loro lacchè alle cariche di governo, e quindi i “loro” politici non adotteranno mai questa soluzione morale, etica, che salverebbe l’economia, il lavoro, i risparmi, il futuro del paese. A meno che popoli informati, coesi, organizzati, non impongano tale soluzione con un atto di vera sovranità popolare.

Per questo i popoli devono re-imparare ad amministrarsi, a non delegare ad alcuno l’amministrazione di alcunché, a cominciare dalle cose più semplici e immediate, dai propri risparmi per la vecchiaia al proprio condominio… Partire dal piccolo, riorganizzare se stessi, la propria famiglia, il proprio clan parentale, partire dalla micropolitica scansando “amministratori” privati e pubblici, riappropriarsi del condominio, del quartiere, del comune, e usare queste forme primarie di coesione sociale, limitate ma solide, come mezzi di difesa contro gli stati strumenti della tirannia usuraia mondiale. In fondo, quello che storicamente i popoli più capaci hanno sempre fatto; solo che lo abbiamo disimparato, occorre appunto re-impararlo. E reimpararlo da subito, perché le tasse imposte dai camerieri della grande usura internazionale stanno intenzionalmente distruggendo ora, in questi mesi, in questi giorni, la nostra economia, la nostra libertà e il nostro futuro.

*Economista

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9 COMMENTS

  1. Quello che troppi non hanno imparato dai Giudii e’ che coi soldi stampati si può fare di tutto quindi anche un default selettivo è una soluzione forse la più giusta. il cinismo pragmatico di chi ha scritto l’articolo per me va condiviso ed è anche giusto salvare i cittadini risparmiatori italiani e colpire i grandi strozzini stranieri

  2. E aridaglie a li poteri forti!
    Gli unici che possiamo vedere (ma non vogliamo ammettere) e che pertanto potrebbero ispirarci ad agire con coerenza rispetto a quanto la vista ci sbatte in faccia sono loro; sono la maggioranza: “I COGLIONI FORTI”.
    Basta auto assoluzioni! Basta malcelato vittimismo. Lo so, all’inizio si fa un po’ di fatica, ma vale la pena.

  3. Articolo e soluzione piu che mai attuali!
    Sta roba non la senti mai in tv o sui giornali, li come economista c’e’ Prodi o Monti e come intellettuale Saviano o tutt’al piu Salvini!

  4. un articolo coi controcogl-ioni , non tanto per la soluzione proposta quanto per la descrizione cinica ultrarealistica del sistema di potere , un articolo coraggioso da Movimento Libertario , devo dire bravo ‘ Filippo Matteucci Economista ‘ , qui stiamo su un altro pianeta rispetto agli imbecilli con la maschera da indignados creati e pilotati dallo stesso potere governativo , poi la soluzione proposta puoi apprezzarla si o no , ma il dire la verita mi pare piu importante

  5. condivido che l’idea stessa di debito pubblico è aberrante, un buon governante non dovrebbe mai spendere tanto da far indebitare lo stato. ma i potentati in italia lo hanno fatto forse su ordine di qualcuno come dice l’articolo, e questo masso gigante di debito deve essere risolto, altrimenti ci tassano tutto. e non puoi non salvare i piccoli risparmiatori, sono i lavoratori, i pensionati, i padri di famiglia. condivido con gabriele l’articolo dell’economista filippo matteucci = eccellente articolo i default dovrebbero essere tutti selettivi , che fallisca chi ha parassitato

  6. Alternativamente , si potrebbe introdurre “quota 50”.
    Il 50% di ogni titolo emesso da governi o amministrazioni viene azzerato.
    Naturalmente è del tutto impossibile una cosa del genere, perché al solo sentir ventilare da parte di politici al governo una cosa del genere, esploderebbe un default europeo quantomeno.

    Allora si deve approdare a cose semplici e fattibili.
    Cose che individualmente possono esser fatte.

    Io non ho titoli sovrani di alcun stato.
    Tengo il conto corrente al minimo.
    Uso il contante più che posso.
    Attuo autodifesa fiscale.
    Informo chi mi sta attorno di come stanno le cose realmente.

    L’azzeramento dei titoli di stato , se mai ci sarà, sarà un fatto non programmato o determinato dal potere.
    Sarà un evento subito.
    La conclamazione di uno sfascio irrecuperabile.
    E con ogni probabilità saranno i potentati esteri a determinarlo.

  7. Non sono d’accordo sulla selettività del default: i piccoli sottoscrittori di titoli dello stato partecipano, al pari dei pesci grossi, alla spoliazione dei loro concittadini – l’idea stessa di debito pubblico è aberrante. No: né piccoli né grandi complici devono trarre alcun profitto da questa rapina legalizzata.

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