DESTUTT DE TRACY, DEBITO E CONSUMO NON ARRICCHISCONO UNA NAZIONE

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di GUGLIELMO PIOMBINI Nella prima metà del XIX secolo il consenso generale per le idee liberali classiche e per il laissez-faire raggiunse il suo culmine. Queste convinzioni, secondo l’economista Deirdre McCloskey, generarono un clima favorevole agli scambi, al lavoro e alla dignità dei ceti produttivi, e furono alla base del “grande arricchimento” che, dal 1800 a oggi, ha moltiplicato la ricchezza di tremila volte. In quest’epoca l’America fu la nazione che si avvicinò maggiormente agli ideali dello stato minimo (nelle regioni dell’Est) e dell’anarco-capitalismo (nelle terre di frontiera dell’Ovest). Il carattere radicalmente libertario della società americana si rifletteva naturalmente nella cultura e nel pensiero dell’epoca. Se oggi i giovani americani studiano sui manuali di Paul Samuelson, Paul Krugman o di altri keynesiani, a quel tempo il testo di economia più diffuso negli Stati Uniti era il Trattato di Economia Politica di Destutt de Tracy, pubblicato per la prima volta in Francia nel 1815. Fu il presidente Thomas Jefferson in persona, amico ed estimatore di Tracy,…

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