di GILBERTO ONETO È piuttosto evidente che la Lega sia in crisi di leadership e lo stesso Maroni non perde occasione per ripetere che la sua segreteria sia provvisoria e che occorra al più presto trovargli un sostituto ai vertici del Carroccio. Si sono fatti i nomi di Salvini, di Giorgetti e di Tosi, l’italianissimo. Ma nessuno di loro sembra avere i numeri per gestire una macchina che avrebbe bisogno di una energica revisione, di un radicale restauro. Gli eventi di questi giorni fanno emergere un altro paio di candidati insospettabili, due che non hanno mai avuto la tessera della Lega (ma nei momenti di emergenza conviene cercare un “commissario” esterno) ma che stanno mostrando insospettabili segni di viscerale leghismo: la Kyenge e il Berlüsca. Una segreteria Kyenge sarebbe uno straordinario coup de théatre, una incredibile furbata politica che spiazzerebbe avversari e denigratori togliendo loro il principale (se non l’unico) argomento di polemica contro la Lega. Una immigrata che guida un partito indipendentista sarebbe geniale….















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