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Ecco come il bitcoin può semplificarci la vita

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bitcoin-interna-nuovadi JEFFREY TUCKER

Una certa tecnologia può risolvere un problema che non sapevamo di avere. Ci fa notare quelle privazioni che non sapevamo esistessero fino a quel momento. Una volta scoperta, non possiamo tornare indietro.

Negli anni ’50, per esempio, le persone non avevano bisogno dello smartphone. Anzi, erano contente di non avere il telefono. Ma oggi non vorremmo mai tornare alla tecnologia sorpassata. E’ stato lo stesso con l’elettricità, le ferrovie e la stampa.

E’ così anche con Bitcoin. La gente a volte si chiede perché mai dovremmo avere il bisogno di un nuovo sistema di pagamento e di una nuova forma di denaro. Il sistema attuale funziona bene. Questo è quello che pensano fino a che non usano Bitcoin. Una volta che lo fanno, si chiedono come il mondo sia stato in grado di sopportare un sistema lento, costoso, invadente, fragile e vecchio come quello del dollaro.

Peter Schiff me lo ha fatto notare di recente. Inizialmente era scettico su Bitcoin. Poi ha constatato come i suoi clienti potevano trasferire fondi quasi a costo zero e senza passare attraverso banche o altri istituti. E’ stato abbagliato e ora ne è entusiasta. Dopo che lo si prova, sembra che vi manchi la terra sotto i piedi.

Ecco il mio ultimo esempio, tratto da un’esperienza normale che abbiamo avuto tutti. Si va a cena o in un bar con un gruppo di 8 o 10 persone. All’inizio della serata, le persone sono felici e vivaci. Bevande, antipasti, altre bevande, snack, altri snack, dolci, ancora bevande, whoo hoo! Non c’è niente di meglio nella vita!

Oh, ma aspettate. C’è la questione del conto. Nessuno ne parla prima. In questo punto della serata, le persone si dirigono verso le uscite per andare a fumare. Forse è intenzionale, o forse no. Ma a prescindere da ciò, sembra inevitabile che nel momento in cui arriva il conto, la folla stranamente si assottiglia. Si vuole evitare quella che è sempre una scena scomoda.

Si potrebbe dividerlo per le persone servite, ma ci sarebbe la complicazione di chi paga per chi. L’importo totale arriva solitamente in una cifra unica. E’ meno complicato così. Ma quando arriva, non lo si può guardare e basta, come se fosse velenoso. A questo punto, qualcuno, QUALCUNO, deve accettarlo o almeno sollevare lo scontrino.

Diciamo solo che voi siete una specie di leader naturale ed in qualche modo il conto finisce nelle vostre mani. Qui è quando iniziano i problemi. È necessario raccogliere il denaro da tutti i presenti. Non tutti hanno contanti. Alcune persone faranno notare che hanno solo una carta di credito, e dal momento che non accettate carte di credito — gli individui non accettano carte di credito, solo le istituzioni — saranno in debito con voi o “pagheranno il conto la prossima volta”, cosa che probabilmente non accadrà mai.

Alcune persone hanno contanti, ma non abbastanza. Se intendete pagare il conto con una carta di credito e iniziate a raccogliere denaro — in base alla stima di quanto hanno consumato — state pur certi che resterete a corto di fondi. Raccoglierete un terzo alla metà di quanto avete bisogno.

Poi bisogna affrontare un grande dilemma. Fate i conti e iniziate a sollecitare il pagamento? E’ una situazione davvero deprimente. Ognuno si infastidirà a modo proprio. Nella mia esperienza, quello che succede è che una persona finisce per pagare tutto il conto e raccoglie dagli altri solo una frazione del denaro necessario per pagare l’intero importo. Quando questa realtà diventa chiara a tutti — “Sono coperto” — le persone lo considerano immediatamente come un meraviglioso atto di generosità, ringraziano il loro benefattore e continuano con i bagordi.

Questa scena si ripete migliaia o milioni di volte ogni notte. In realtà è una grave fonte di conflitto e alimenta risentimenti che possono durare a lungo. Per coloro che hanno capito come funziona la cosa, la evitano e cercano di non trovarsi in grandi gruppi per paura della lotta per il conto.

bitcoin-in-cryptography-we-trust_0Il problema sembra un conflitto profondamente umano, ma in realtà ha radici nelle limitazioni tecnologiche. In primo luogo, gli individui non hanno modo di pagare altre persone seduta stante se non attraverso il denaro contante, di cui raramente ne sono provvisti nelle giuste quantità. In secondo luogo, in questi frangenti gli individui non hanno modo di accettare pagamenti non in contanti — nessuno firmerà un assegno in queste condizioni — così si finisce con debiti e promesse non mantenute.

In realtà nessuno sta cercando di fregare il prossimo, anche se sembra finire in questo modo. E’ tutta una questione di strumenti che usiamo per effettuare i pagamenti. Fino a poco tempo fa mancavamo i mezzi per trasportare importi variabili e trasferibili a basso costo da persona a persona senza invocare i servizi di di terze parti.

Potreste pensare a PayPal. Ma poi dovreste fornire l’indirizzo email e pagare tasse piuttosto alte, ed il servizio non è impostato per pagamenti occasionali tra amici. Può capitare, ma non senza qualche difficoltà.

L’altra sera ero ad una conferenza su Bitcoin con degli amici. A questo evento la maggior parte di loro aveva un wallet Bitcoin. Quando è arrivato il conto, è stato super facile e meravigliosamente divertente. Si prende il cellulare, si esegue la scansione del codice QR e si invia o si riceve qualsiasi quantità necessaria per pagare quello che c’è da pagare. Il processo è una delizia.

Ciò funziona anche se l’establishment non accetta Bitcoin. Una persona accetta il conto e tutti gli altri pagano con Bitcoin. Niente più scuse di chi non ha contanti, niente più promesse di pagare più tardi.

Il problema della condivisione del conto viene risolto proprio lì, sul posto. Le persone hanno tutto l’interesse a pagare la giusta quantità dal momento che non si sta annoniando nessuno per tirare fuori i contanti, ma si sta creando una voce permanente di una transazione. Si può farlo immediatamente. Si può farlo senza pagare commissioni sulle operazioni. Ognuno è felice. Non importa come viene diviso il conto, o se viene diviso, non esiste più questo problema.

Si potrebbe pensare: “Oh, questo problema è solo un fastidio stupido, non è qualcosa di serio.” In realtà si tratta di un problema persistente che riguarda le amicizie e rovina le reti sociali. Non si capisce la fonte del problema fino a quando non si intravede la soluzione.

Una volta che la soluzione è a portata di mano — un metodo per trasferire valore da persona a persona immediatamente, a costo quasi zero e senza utilizzare un intermediario — si scopre una vasta gamma di casi a cui applicarla che prima erano ignorati.

Ora sto riportando alla memoria un episodio della mia infanzia in cui mio padre e suo padre discutevano del conto in un ristorante. Nessuno dei due aveva soldi contanti. Entrambi avevano una carta di credito, quindi era uno di quei casi in cui bisogna scegliere tra tutto o niente. La loro discussione non fu affatto educata. Inutile dirvi che degenerò. Entrambi strattonavano quel pezzo di carta, cercando di toglierlo dalle mani dell’altro. Fu terribile e in un certo senso traumatizzante per me che vi assistetti.

Le cose sarebbero andate diversamente se avessero potuto effettuare uno scambio di valori attraverso i loro smartphone. Mio padre avrebbe potuto inviare bitcoin a suo padre, e se quest’ultimo si fosse opposto, avrebbe potuto rimandarli indietro. Abbastanza semplice, il tutto condito con un sorriso. Sarebbe stato affascinante e delizioso, un esercizio di scambio e di generosità.

Tanti problemi umani hanno le loro radici nei fallimenti tecnologici. Pensate a quanta posta è arrivata in ritardo o è andata persa prima dell’avvento della posta elettronica, o a quanti conflitti familiari erano legati alla lotta per l’uso del telefono. Risolvete il problema tecnologico e migliorerete la vita a tutti.

Bitcoin può farlo. Una volta entrato nell’uso regolare, resteremo tutti stupiti da come abbiamo potuto farne a meno fino ad adesso.

Traduzione di Francesco Simoncelli: http://johnnycloaca.blogspot.it/

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