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Ecco il 153° segnale della ripresa: le tasse locali sono sempre più un furto!

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tasse-itagliadi LEONARDO FACCO

L’ultima volta in cui sono stato ospite della trasmissione “Agorà”, su Rai 3, il mio primo intervento lo feci in risposta ad un sindaco di Ncd o Fratelli d’Italia, non ricordo bene, che si lamentava dei continui tagli dello Stato centrale, minacciando chissà quali sfracelli. Gli dissi semplicemente questo: “La dovete smettere voi amministratori locali di piagnucolare, visto che alle parole non fate mai seguire fatti concreti di protesta, non siete altro che i complici dei vostri compari romani ed ambite a succedere sui loro scranni”.

Parlai a ragion veduta, visto che l’unica reazione ai tagli che gli amministratori locali mettono puntualmente in campo è quella di aumentare le gabelle di loro competenza. Scrive l’ADNKronos:La corsa dei tributi di regioni e comuni prosegue inarrestabile: nel 2014 le tasse locali e territoriali risultano più alte del 13,8% rispetto a 5 anni prima, passando da 93,2 miliardi di euro del 2009 a 106,1 miliardi. Se per le regioni l’incremento si è limitato al 2,3% passando da 70,5 miliardi a 72,1 miliardi, per i comuni si è registrata un’impennata del 69,1% che da 16,7 miliardi ha portato il gettito a quota 28,2 miliardi”. I dati sono contenuti nelle tabelle di Bankitalia allegate all’ultima relazione annuale, ed elaborati dall’Agenzia di stampa.

Vediamo nel dettaglio: “Le imposte dirette complessive sono passate da 29,7 mld del 2009 a 35,5 mld del 2014, registrando un incremento del 19,6%. Per le regioni l’incremento è del 13% (da 25,8 mld a 29,2 mld), con il peso maggiore dell’addizionale Irpef (da 8,1 mld a 11 mld) che cresce del 35,7% e le tasse automobilistiche che da 4,4 mld arrivano a 4,7 mld (+7,4%). Mentre per i comuni l’incremento delle imposte dirette arriva addirittura al 63,9% (da 3,8 mld a 6,3 mld), con il peso più rilevante dell’addizionale Irpef, che da 2,8 mld passa a 4,4 mld (+57,9%). Sommando le addizionali Irpef degli enti locali e territoriali il gettito complessivo è passato da 10,9 mld a 15,4 mld, con un balzo in avanti del 40,4%”. Più contenuto, ma pur sempre un aumento quello delle imposte indirette, salite comunque di un numero a due cifre. Negli ultimi 5 anni sono passate da 63,5 mld a 70,6 mld, con un incremento dell’11,1%.

piutasse-piuSPESAQuasi la metà del gettito deriva dall’Irap (la cui abolizione viene promessa dal giorno dopo la sua introduzione (governo Prodi), l’imposta regionale sulle attività produttive. Per i comuni l’entrata principale è costituita dall’imposta immobiliare, che dal 2009 al 2014 è aumentata del 111,3%, passando da 8,9 mld a 19,8 mld. Complessivamente le imposte indirette dei comuni sono cresciute del 70,9% (da 12,9 mld a 22 mld).

Ultimo dato, quello delle imposte indirette delle Province (che dovrebbero non esistere più!), che registrano una contrazione del 5,9% (da 4,2 mld a 4 mld). Tuttavia – scrive ancora ADNKronos – le due voci principali di entrata sono entrambe aumentate: l’imposta sull’assicurazione rc auto è passata da 2 mld di gettito a 2,3 mld, mentre l’imposta di trascrizione da 1,2 mld a 1,3 mld.

Vi porgo una domanda: Le tasse sono aumentate, è forse diminuita la spesa pubblica statale e locale? No! Come volevasi dimostrare, per l’ennesima volta, più aumenta il gettito fiscale e più lo Stato ladro spende! Ragion per cui, sia elogiato sempre l’evasore fiscale.

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