ECCO IL 32° SEGNALE DELLA RIPRESA: L’ILVA NON PAGA I SUOI CREDITORI

ILVAdi LUIGI CORTINOVIS

Vogliono nazionalizzare l’Ilva, dopo aver cacciato i vecchi proprietari ed averla sottoposta all’Amministrazione straordinaria, con tanto di magistrati alla guida dell’acciaieria.

Quindi, l’Ilva andrà benissimo, no? Ci pensa lo Stato! Eh no, l’Ilva “assediata dai fornitori e dalle imprese che attendono da mesi i pagamenti per i lavori effettuati. Dopo Taranto, dove giovedì scorso una colonna di 150 Tir ha invaso con una marcia lenta le statali alle porte della città, oggi è la volta, con proteste analoghe, di Venezia ed Alessandria. Crediti inferiori quelli vantati verso l’Ilva dai trasportatori del Nord rispetto a Taranto – si parla di 6-7 milioni a testa per Venezia ed Alessandra mentre per Taranto il trasporto avanza circa 15 milioni e l’indotto industriale altri 150 – ma comunque indicativi della crisi che vive l’azienda. Stretta tra le casse vuote e le rigide regole dell’amministrazione straordinaria”. 

Piccoli e medi imprenditori avanzano decine di milioni di crediti che nessuno gli paga. Vedrete che ci penserà il Fisco ad abbassare le loro pretese, chiedendo a costoro le tasse per quanto hanno fatturato con l’Ilva, ma che mai hanno incassato.

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