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Entro il 2035 secessioni in tutta europa, italia compresa

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europa_divisadi FRANCO CAGLIANI

Si susseguono nel tempo le analisi geopolitiche internazionali, che arrivano da fronti diversi. Uno di quelli che destano sorprese ed interesse è russa, che – come altri studi – sostiene che per l’Italia unita non c’è futuro. Andiamo per gradi.

Esperti russi hanno offerto la loro visione del futuro dell’Europa e prevedono, tra le altre cose, la dissoluzione della Bosnia-Erzegovina. Nella mappa che riportiamo, la Serbia è visualizzata col colore magenta. Secondo loro, entro il 2035, il territorio di questo paese sarà diviso tra Serbia e Croazia, mentre l’Albania e il Kosovo si uniranno nella Grande Albania, portando con sé un pezzo di Macedonia. Secondo l’emittente pubblica serba RTS, la mappa riportata è stata realizzata secondo le indicazioni frutto di previsioni ed analisi di documenti della CIA, della Russa GRU, “e diverse altre fonti” -. Tra queste sono comprese quelle prodotte da gruppi di esperti guidati da Zbigniew Brzezinski e Samuel Huntington.

Altrove nel Vecchio Continente, Spagna, Francia, Gran Bretagna subiranno importanti cambiamenti alle loro frontiere, come riportato dal sito http://www.b92.netCosì, l’indipendenza è prevista per la Scozia (che ha già sperimentato un referendum in tal senso lo scorso anno), che a sua volta attiverà come conseguenza anche l’unificazione dell’Irlanda, almeno secondo i rapporti rilanciati da un quotidiano russo. In Francia, il multiculturalismo non piace soprattutto alla Regione della Lorena, che potrebbe finire con l’unirsi alla Germania, mentre nel sud della Francia potrebbe emergere uno Stato islamico. E le cronache degli ultimi tempi ci dicono qualcosa in merito.

Nella penisola italiana, Sardegna e Sicilia andrebbero verso la loro dichiarazione d’indipendenza, ma anche il resto dell’Italia si separerà lungo i confini tra Nord e Sud. Il Belgio, come mostra già l’attualità che divide fiamminghi e valloni, si disintegrerà. Un altro paese che non mancherà di veder frantumati i suoi è la Polonia che, secondo gli esperti russi, cederà parti del suo territorio, dopo una serie di nuovi accordi, alla Russia e alla Germania.  Nel frattempo, la Bielorussia potrebbe scomparire e diventare in parte della Russia, mentre in altre parti degli Stati baltici e dell’Ucraina, che a sua volta ha perso la Crimea e ha protagonista il Donbass. Infine, la Russia non sarà in grado di conservare le sue repubbliche di Cecenia e del Daghestan, almeno secondo la stessa previsione degli esperti ex-sovietici.

Non ci resta che attendere il 2035, nel mentre c’è molto da osservare anche oggi.

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7 COMMENTS

  1. nel 2035 non ci saranno più stati in europa ma solo bande armate che gestiscono piccoli agglomerati e combattono giornalmente per sopravvivere. La più forte ingloba la soccombente.
    Tutto andrà in degrado perchè non esisteranno più ideali in cui credere ma sola sete di potere e possedere al di fuori di di ogni pricipio morale, etica e quant’altro di buono.
    Potete scommetterci.
    Più che acquistare investire e fare previsioni diverse, consiglierei di curare meglio la spiritualità dell’anima e prepararsi per una imminente vita , credo migliore, in un’altra dimensione, semprechè l’avremmo meritata.
    Meditate gente , meditate .

  2. A me me pare na strunzata!!! Francia del sud uno stato islamico…ma pensa te!
    Capisco che ci possano essere dei cambiamenti,ma ve la vedete la Francia che e’ uno Stato da tanti secoli autoscindersi in un Stato Islamico…?!?!? ma dai,è piu’ facile che i Briganti del Sud rimettano su il regno delle 2 Sicilie!

  3. Sarebbe ora che la Sicilia e la Sardegna chiedino l’indipendenza,la Napolitania e la Padania,mentre l’Alto Adige io lo darei di nuovo all’Austria e la Val D’aista e l’Occitania alla Francia,l’talia rimarrebbe il Lazio e la Toscana,e cosi saremmo tutti felice e contenti,magari speriamo.-

  4. A me sembrano delle grandissime puttanate, oltretutto Brzesinski e Huntington non li vedo come profeti o geni della geopolitica ma servi della gleba, prezzolati da alti poteri, il primo si sa chi è, era è e lo sarà sempre un guerrafondaio americano con radici polacche (da notare non cattolico ma…) e il secondo per diventare famoso ha accettato di scrivere un pseudo saggio circa 20 anni fà che sembrava più un romanzo di fantapolitica che altro, ma d’altronde era stato imbeccato a farlo e così da piccolo professore universitario diventò un caso internazionale grazie a quel libro…ma daiiii

  5. Quanta fantasia! Sarebbe interessante sapere da dove è stata “distillata” questa ristrutturazione geopolitica dell’Europa. Non sarebbe piú semplice partire dalle differenti radici storiche ed etnico-culturali? Da quelle – cioè – che originano, ad esempio, le problematiche attualmente acute che sconvolgono le regioni orientali dell'”Ucraina”, di fatto storicamente russe? Sono – per altro – gli stessi problemi che hanno fatto a suo tempo colassare il “sistema di Versailles”, appunto basato su “aggregazioni” geopolitiche artificiali (Polonia, Cecoslovacchia, Romania etc.) che hanno poi portato (inevitabilmente) alla II Guerra Mondiale.

    Rimane il fatto che dopo la II Guerra mondiale si sono in buona parte evitati – con drastiche macro-operazioni di “pulizia etnica” – gli errori di Versailles: le regioni tolte alla Germania sono state meticolosamente “degermanizzate” (Slesia, Prussia, Pomerania, Memel, Sudeti) – e i (2-3 milioni di) Tedeschi lí sepolti non sono ovviamente piú in grado di rivendicarne la proprietà (un po’ come è avvenuto per gli Italiani d’Istria e Dalmazia). Analogo discorso vale per il Banat ungherese, ormai definitivamente “rumeno” e per molti territori minori in Europa orientale. Piú probabile – e piú giusto, nonché realistico – sarebbe/sarà quindi tentare di ricomporre le varie, restanti situazioni “critiche” o “fragili” tenendo conto delle affinità, distribuzioni e configurazioni territoriali etnico-culturali odierne. Non è facile, ad esempio, immaginare un riallacciamento dell’Alsazia alla Germania: sarebbero i Tedeschi a non volerlo. Troppo spesso si sono scottati le dita: persino Hitler non ne voleva la riannessione. La cosa migliore – per gli Alsaziani – sarebbe invece una soluzione autonoma, o un’adesione alla Confederazione elvetica, con la quale hanno in comune una notevole dose di sangue e di tradizioni alemanni. Una restituzione/cessione dei territori ex-tedeschi orientali alla Germania, ad opera della Polonia, sarebbe impensabile: chi ipotizza una tale eventualità non conosce – evidentemente – i Polacchi: piuttosto venderebbero i loro territori alla Lituania, o alla Svezia. Ancor piú drastica sarebbe la reazione polacca nei confronti dela Russia: i Polacchi hanno passato almeno 800 anni ad odiare e temere Russi e Tedeschi – e non hanno cambiato opinione negli ultimi dieci anni…

    Insomma – mi sembra che quelle analisi siano state fatte da qualcuno poco propenso a tener conto dei presupposti storici di qualunque visione politica di medio-lungo termine…

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