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Fronte polisario, aperta ogni opzione per l’indipendenza sahrawi

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di GLOBALIST

Una delle tante vicende irrisolte nella martoriata Africa: il capo del Fronte Polisario ha detto che “tutte le opzioni sono aperte” per l’indipendenza del Sahara occidentale e ha auspicato nuovi negoziati con il Marocco, dopo la sua riammissione nell’Unione Africana.

Il Marocco era uscito quella che all’epoca si chiamava Organizzazione dell’Unità africana nel 1984, dopo che il blocco ammise la Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (Sadr) proclamata da Polisario all’apice della guerra territoriale. Lunedì scorso, i membri dell’Unione Africana hanno deciso di riaccogliere il Marocco nel gruppo durante un vertice ad Addis Ababa. Il leader di Polisario e presidente della Sadr, Brahim Ghali, ha dichiarato che fondamentalmente l’iniziativa non cambia la situazione. “Cerchiamo sempre una via pacifica” per risolvere il conflitto, ha detto in un campo rifugiati Sahrawi a Tindouf, nel sudovest dell’Algeria, “Ma tutte le opzioni restano aperte”.

Un cessate-il-fuoco è in vigore dal 1991 nel vasto territorio desertico, un’ex colonia spagnola sotto il controllo del Marocco dal 1975. “Ora che il regno del Marocco è membro dell’Ua, deve rispettare i suoi impegni e i confini internazionali della Repubblica Sahrawi”, ha aggiunto, “Speriamo che il Marocco onori i suoi impegni”. Circa 165mila sahrawi sono stabiliti in cinque campi intorno Tindouf, dove ricevono aiuti dalle agenzie delle Nazioni Unite e dalle ong internazionali.

Gli sforzi per raggiungere una soluzione negoziata per il territorio hanno finora portato pochi frutti. Un referendum sull’indipendenza era fissato per il 1992 ma naufragò quando il Marocco fece obiezioni all’elenco elettorale proposto. “Gli indugi del Marocco e il fallimento del Consiglio di Sicurezza dell’Onu a onorare le sue responsabilità ci hanno costretto a valutare i vari strumenti per recuperare i nostri diretti”, ha aggiunto Ghali. Che ha criticato la Francia, dicendo che ha bloccato il processo Onu e minacciato di veto le risoluzioni di condanna “delle sistematiche violazioni dei diritti umani” del Marocco.

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