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I riflessi socio-economici della perversione del “denaro fiat”

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di MAURO GARGAGLIONE

Quello che i liberali “classici” non riescono a tenere nel dovuto conto è che la perversione del denaro fiat ha completamente falsato la scala dei valori che hanno permesso l’affermarsi della civiltà occidentale: lavoro, produzione, guadagno, risparmio, investimento, prosperità, serenità.

Vogliono far passare questi concetti come reliquie del passato, ma questi concetti erano e sono la base di una sana morale che non fa sconti a nessuno. Se non lavori non ti sostieni, se non risparmi vivi sempre in stato di bisogno, se non investi non puoi costruire il futuro tuo e dei tuoi figli e nipoti, se vivi solo per il presente non sei sereno e se non vuoi impazzire di devi drogare di chiacchiere e continui “allarmi” che una settimana dopo vengono dimenticati.

E’ per questo che abbiamo smesso di riprodurci e invecchiamo, spaventati dalle malattie, dall’attraversare la strada perchè abbiamo disimparato a guardare dove mettiamo i piedi, allora pretendiamo che ci pensi lo Stato. E più lo Stato ci pensa, più lo stato di bisogno e l’ansia della società aumentano.

Tutto questo per aver schiantato il valore del denaro. Se lo dici a un liberale o a un marxista ti diranno che è colpa dell’edonismo, dei troppi aborti, della vita comoda, della morte della Patria, della cancellazione della famiglia, del neoliberismo, dell’avidità, degli speculatori etc etc. Questi sono gli effetti, la causa è la disintegrazione del denaro sano e onesto. E’ come un sarto che prende le misure con un metro elastico. Non c’entra quanto sia bravo o asino, non avrà mai la possibilità di fare un abito che ti calzi a pennello.

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