IL DIRITTO NELLA POLITICA DELL’INDIPENDENTISMO VENETO

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di ENZO TRENTIN All’interno del variegato arcipelago indipendentista veneto c’è un elevato senso della propaganda, cui fa da contraltare una presunta conoscenza del diritto e della legislazione della Repubblica di San Marco. Una delle cose più banali che sentiamo dire è che alla base dell’indipendenza bisognerebbe prefigurare su quale assetto istituzionale questa autodeterminazione poggerebbe. Per giustificare il loro disimpegno o incapacità ad essere “padri costituenti”, alcuni rispondono che nella Serenissima vigeva il diritto consuetudinario. Che non c’erano Costituzioni o Statuti. Nulla di più errato! Per secoli, ha messo in rilievo Enrico Besta, nel parlare dei primordi del diritto veneto, per secoli Venezia non ha avuto leggi scritte, e regolava la sua vita civile, nonché i rapporti tra i privati, basandosi solo sulle consuetudini (1). Il mutamento è avvenuto con la seconda metà del secolo XII. Si emanerà, dopo di allora, una legislazione scritta, sempre più varia ed abbondante. Saranno norme di diritto pubblico, concernenti i nuovi organi costituzionali, o norme procedurali; altre riguarderanno il diritto…

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