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Il progetto del governo? chiudere tutte le partite iva!

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di DANIELE QUAGLIA

E’ il progetto dei marxisti al governo, non il frutto di nostre fantasiose congetture, perché è scritto nero su bianco su un libro di cui Antonio Misiani, vice ministro dell’economia e delle finanze, è un coautore e qui potete trovarne una breve recensione.

Questi incravattati eredi delle cellule comuniste sessantottine che, per finanziarsi, commettevano rapine chiamandole esproprio proletario, hanno affinato il linguaggio, curato l’immagine, fanno bella figura; sì hanno perso il pelo ma non il vizio.

Storicamente, il cruccio delle sinistre è costituito dai piccoli imprenditori, le così dette partite IVA perché da sempre liberi e difficilmente sindacabili; lupi solitari fuori controllo, al contrario delle grosse aziende dove i sindacati politici impongono il controllo politico sui lavoratori e garantiscono i voti ai partiti di riferimento.

I 4,3 milioni di PMI (*) danno lavoro a 13,5 milioni di addetti, una media di 3 addetti per ogni impresa; per i motivi sopra descritti, questi sfuggono al controllo politico dei sindacati che non riescono a fare breccia in quel grande bacino.

Come arrivarci? Semplicemente costringendo le PMI a chiudere per poi trasformarle in altrettante cooperative, fide custodi dei principi marxisti.

Il gioco è quasi fatto: con la scusa del Covid-19 hanno imposto la chiusura delle attività promettendo finanziamenti a fondo perduto, prestiti garantiti, contributi … mai arrivati, checché ne dica Misiani e, nel contempo, hanno imposto alle aziende l’obbligo di anticipare la cassa integrazione mettendo gran parte delle PMI in grave difficoltà e sulle quali si prospetta minacciosa la chiusura.

E’ quello che vogliono: “Se chiudi ti compro. Le imprese rigenerate dai lavoratori” è il titolo del libro profetico.

L’esproprio proletario è ciò che stanno attuando nei confronti delle PMI, cardine inimbrigliabile di un’economia depauperata da chi, come la FIAT, elude le tasse pagandole nei paradisi fiscali e viene premiata dallo stesso Mef, che appone la sua garanzia su un prestito di 6,3 miliardi.

Alle partite IVA, come le chiama il viceministro del Mef, Misiani (FIAT & c. esclusi), subentreranno i nuovi schiavi: gli ex lavoratori, diventati soci di cooperativa in cambio della rinuncia dei diritti che offre il lavoro subordinato, pronti ad ubbidire e combattere a pugno chiuso come novelli Che Guevara.

(*) fonte dei dati https://www.confcommercio.it/-/le-piccole-e-medie-imprese-in-italia

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