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Il sogno dell’Ue? Avere il suo Stalin democraticamente eletto

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Stalindi ARTURO DOILO

Finalmente, l’Unione Europea comincia ad apparire a molti per quello che è: la trasposizione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, con qualche decennio di ritardo. In pochi, pochissimi, hanno avuto il coraggio di denunciare, negli ultimi venti anni, che l’UE sarebbe diventata quel che adesso tutti s’accorgono essere.

Scrisse Marco Bassani, proprio su questa testata: “I fautori dell’Europa unita producono dal dopoguerra una narrazione della storia europea ad usum delphini. Dalla fine della seconda guerra mondiale ci raccontano che non sono stati i tentativi di imperializzazione del continente a causare le guerre, ma, al contrario, queste ultime sono state il frutto della frammentazione politica. Un continente unito e liberato dalla volontà di potenza (che coglieva ora i francesi, ora i tedeschi, mai gli europei in quanto tali) avrebbe portato norme comuni, strategie condivise e benessere per tutti. Insomma, l’unione delle popolazioni europee sotto un unico ordine politico e militare, da raggiungere rigorosamente “per via democratica” è stata l’utopia delle classi dirigenti del continente”.

Ora che la Grecia, paese di falsari e parassiti, ha mostrato i limiti dello statalismo, sia nazionale che continentale, comincia a delinearsi l’idiozia della propaganda passata e che, tuttora, vorrebbe raccontarci che senza un governo unico europeo non si può riuscire nell’intento di “fare l’Europa”, per come la vorrebbero i costruttivisti alla Draghi.  Impossibile meravigliarsi, per chi ha tenuto barra a dritta, che dopo il Premio Nobel ad un guerrafondaio come Obama, persino l’Unione Europea sia stata insignita dello stesso, insignificante e ridicolo riconoscimento. La motivazione, nel 2012, fu più o meno questa: “Da oltre sessant’anni contribuisce a promuovere pace, riconciliazione, democrazia e diritti umani in Europa”.  “Ma più che l’UEcome ha detto Carlo Zucchi – poté lo spauracchio sovietico e allora tanto varrebbe conferire il Nobel all’ex URSS, unione defunta quanto l’attuale Unione Europea. Solo che mentre l’URSS è stata seppellita, l’UE, invece, continua a vagare come uno zombie burocratico”.

Pensavamo che l’URSS fosse seppellita dalla storia (da cui qualcuno impara nulla), perché sempre la solita, inutile UE pare abbia deciso di farla tornare in auge, ovviamente su ordine dell’altro Nobel per la pace d’oltreoceano, che pretende di trasformare Vladimir Putin (che ha certamente i suoi difetti) in una specie di Breznev degli Anni Duemila. Risultato? Con la scusa del pericolo russo, ora sono i veri sovietici di Bruxelles ad aiutare a soffiare sul fuoco della guerra (da sempre salute dello Stato, come spiegava Randolph Bourne), per far dimenticare la porcata greca, figlia legittima di un manipolo di ingegneri sociali ed economici che hanno ucciso la libertà in nome di una redistribuzione immorale e di un progetto monetarista fallace. 

Lo statalismo ha corrotto l’Europa e chi vi abita. Milioni di individui non hanno neppure più a cuore quel barlume di libertà che è rimasta. E l’Unione delle Repubbliche Socialiste Europee avrà presto anche il suo Stalin, democraticamente eletto.

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