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Immigrati: l’italia ormai e’ solo un ponte. non sanno piu’ che farsene di questo paese

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del DIRETTORE

????????????????????????????????????????????????????????????????????????????Morti drammatiche, barconi, Mare Nostrum, centri di accoglienza, alberghi “sequestrati” per far posto ai “migranti” o “rifugiati”.  Sono le parole d’ordine da alcuni mesi e soprattutto in questi giorni. Sono tutte inerenti la questione dell’immigrazione clandestina, per la quale tanti cittadini non stanno molto a fare distinguo: si dichiarano preoccupati, per non dire spaventati da un flusso inarrestabile, che quest’anno ha già fatto arrivare oltre 60 mila disperati, un numero ben al di sopra rispetto a quanti ne approdarono nell’intero 2013.

In tutto questo la politica ci inzuppa il biscotto, potremmo dire: chi buttando la croce sulla Ue finora totalmente assente, chi rivoltando le responsabilità di una situazione fuori controllo sulle forze di governo. La Lega e Matteo Salvini in particolare ci vanno giù duri, accusando Renzi e Alfano di avere le camicie sporche di sangue per i morti che si contano a centinaia. Si potrà osservare che non c’è nulla di nuovo in tale posizione: il Carroccio ha sempre periodicamente cavalcato il tema dell’immigrazione clandestina, magari edulcorando i toni quando ha avuto la responsabilità politica del ministero dell’Interno. Il segretario federale da quando è in carica ci va giù duro, anche perché il suo movimento occupa quasi per intero uno spazio “contro” che altri compagni di viaggio hanno un po’ mollato. Diciamo inoltre che questa insistenza è in sintonia con le forze politiche  europee con cui Salvini ha deciso di allearsi (il Front National e Marine Le Pen in primis), senza per altro raggiungere il risultato di costituire un gruppo nel nuovo Europarlamento.

E tuttavia oggi la situazione dell’immigrazione clandestina – di quella in particolare proveniente dalla Siria e dalla Libia – appare alquanto diversa dal passato. Che la gente sia spaventata e impaurita è comprensibile, sentimenti ingigantiti tra l’altro dalla pesante crisi economica e psicologica che colpisce l’Italia, ma diciamolo chiaro: questi disperati che approdano in Sicilia e sulle altre coste meridionali non hanno nessuna voglia di restare in Italia. Non gliene può fregare di meno. Arrivano laggiù perché il Padreterno ha messo lo Stivale in quella posizione ed è inutile negare che sia più facile raggiungere l’Europa attraverso l’Italia che non la Spagna, dove per altro sono sempre stati più “cattivi” in fatto di respingimenti. Ma, detto questo, va riconosciuto che i clandestini di oggi dell’Italia proprio non ne vogliono sapere: aspirano solo ad andare in Germania, qualcuno in Francia, altri nei Paesi Bassi e molti nei Paesi Scandinavi. D’altro canto che prospettive avrebbero in un Paese che non lascia alcun futuro nemmeno ai propri ragazzi (quasi uno su due è disoccupato). I rifugiati che arrivano sulle coste italiche manco utilizzano le schede telefoniche che il governo di Roma mette loro a disposizione. Hanno solo fretta di andarsene e vengono subito contattati dagli uomini delle organizzazioni (rigorosamente straniere) che procurano loro biglietti ferroviari e/o aerei per arrivare dove vogliono andare.

Insomma, potremmo dire che l’Italia è così scassata e sputtanata che non attrae neppure più i clandestini. Restano sì i problemi degli sbarchi e dei costi che l’Italia deve sostenere nell’indifferenza di Bruxelles. Un’Unione civile interverrebbe per regolare nel migliori dei modi possibile questo flusso che, in gran parte, vede l’Italia come semplice terra di approdo e di passaggio. A essere sinceri i veri danni, e grossi,  con l’immigrazione clandestina da noi sono stati fatti in altri tempi…

 

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4 COMMENTS

  1. Il Piano Kalergi in azione. Il classico divide et impera da parte di un’élite omogenea nei confronti di una societa’ sempre piu’ eterogenea e atomizzata. Ha ragione da vendere Gianantonio Valli.

  2. Se sta diventando così a me fa piacere.
    Quando anche in altri posti in europa arriveranno tanti immigrati più o meno clandestini , allora si prenderà per forza in considerazione il neocolonialismo .

  3. A dimostrazione di come siano aspettative welfariste a guidare la gran parte dell’immigrazione clandestina. Cos’hanno da offrire i paesi succitati, rispetto all’Italia, se non più sussidi? Le famigerate “prestazioni sociali”. Già lo stato sociale è un immondo calderone quando a versarvi (in tanti) e a pescarvi (in troppi) son gli indigeni – figuriamoci coi “rinforzi”!

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