INCHIESTA SULLA BORSA AMERICANA: LA BOLLA È PIÙ GRANDE CHE NEL 1929

di ALEKSANDER AUTINA In venti anni che mi occupo di trading non ho mai visto tanta compiacenza e sicurezza da parte degli investitori riguardo le aspettative di rischio sui mercati. La politica monetaria ha infatti scombussolato ogni metodo di ragionamento sensato nel settore portando a una quasi infinita casistica di fenomeni paradossali come, ad esempio, titoli di debito spazzatura europei che ormai rendono meno dei rispettivi Treasuries americani[1], prezzi degli immobili in diversi paesi al confronto dei quali la bolla immobiliare americana del 2007 sembra uno scherzo[2] e banche centrali ritenute storicamente “responsabili” ormai trasformatesi in vere e proprie case da gioco[3].  In questa breve inchiesta vorrei però attirare la vostra attenzione sul mercato azionario, in particolare analizzandone l’indice più significativo sia in termini economici che simbolici, l’S&P 500. Da un punto di vista strettamente professionale risulta più difficile di quanto non si creda rendersi conto di trovarsi nel bel mezzo di una bolla finanziaria quando è ancora in fase di svolgimento. Puntualmente spuntano come funghi…

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